2005 - Approfondimenti

GIOVEDÌ 10 MARZO ALLE ORE 21
PRESSO IL CINEMA COMUNALE DI CONDOVE

"R-Esistere dicembre 1944 - agosto 2004"
(immagini di Claudia Griglio - durata 8' - produzione:Valsusa FilmFest )
Agosto 2004. Ogni anno un gruppo di partigiani ricorda il periodo della 
Resistenza, le battaglie al Pian Cervetto, i morti, tornando sul posto per 
deporre fiori sulle lapidi che ricordano gli eccidi. La 106° Brigata Giordano 
Velino operava in quelle zone con il suo comandante Cesare Bellone e il 
commissario politico Ugo Berga. 

Seguirà la proiezione di:

"I nostri anni migliori. Alcuni sindaci della valle di Susa  si raccontano fra 
politica e impegno".
(Di Simona Bani e Chiara Sasso con immagini di Luigi Cantore, Piero Gagnor, 
Piero Midellino. Durata 60' -- produzione:Valsusa FilmFest) 

Il Valsusa Filmfest da nove anni si occupa di curare e documentare la memoria 
storica della Valle. Quest'anno ha deciso di "fermare" con un video autoprodotto 
"I nostri anni migliori. Alcuni sindaci della valle di Susa  si raccontano fra 
politica e impegno"   alcune testimonianze di ex Sindaci.
La legge 81/93, che ha limitato a due i mandati per coprire l'incarico di Primo 
Cittadino, di fatto pone la parola fine ad esperienze importanti, soprattutto 
nei piccoli Comuni in cui spesso i Sindaci sono stati in carica 15, 20, 30 anni. 
Sindaci che hanno iniziato il loro mandato in  giovanissima età 
(spesso poco più che ventenni) ed hanno vissuto le trasformazioni sociali 
contadine, industriali e post-industriali. Persone che hanno dedicato "una vita" 
all'amministrazione della cosa pubblica, lavorando con passione, motivati da un 
forte impegno civile e non sicuramente con l'obiettivo di  "arricchirsi" in 
termini economici: nei piccoli Comuni della nostra Valle, infatti, l'indennità 
di carica è stata per anni "simbolica" e certamente non in grado di pagare tutte 
le ore dedicate al Comune. 
Sindaci e amministratori che sono stati in grado (grazie al lungo impegno profuso) 
di conoscere alla perfezione la macchina amministrativa.
La restrizione ai due mandati ha provocato un acceso dibattito: è giusto mettere 
un limite ai Sindaci quando altre cariche (Regione, Parlamento) non ne hanno?
Per contro, a fronte di una innegabile ricchezza di competenze messe in campo 
da un sindaco che rimane per molti anni in carica, quale possibilità di crescere, 
di innovarsi, di cambiare, può avere un paese governato per anni dalla stessa 
persona?
Al di là del dibattito che si è aperto,  il Valsusa Filmfest vuole ringraziare 
tutti quegli amministratori che, lontani dal fare diventare l'impegno politico 
una "professione" lautamente retribuita, hanno speso gran parte della loro vita 
a servizio delle loro comunità.

In sala, alcuni protagonisti della nostra Storia

INGRESSO LIBERO

IL GUFO BUFFO Favole di animali di e con PAOLO E. GRASSO DOMENICA 13 MARZO H.16.30 VILLARFOCCHIARDO, SCUOLE ELEMENTARI Brevi racconti ispirati a favole di tutto il mondo, dove i protagonisti sono animali che ci fanno comprendere con semplicità facili verità morali. Scopriremo perché il camaleonte cambia colore, perché il coniglio ha il codino così piccolo o perché la tartaruga si difende con un guscio. I pupazzi-personaggi sono completamente costruiti con oggetti quotidiani e materiale di recupero (spugne, imbuti, innaffiatoi, contenitori yogurt, bottiglie, detersivo etc.). Nel giugno 2003 lo spettacolo Favole di animali vince il concorso Prima Vetrina Teatro di Figura del Piemonte per le seguenti motivazioni espresse dalla giuria: L'originalità delle figure realizzate con estro inventivo utilizzando materiali di recupero, l'animazione in sintonia col gioco infantile, il rapporto diretto con i bambini, rendono questo lavoro estremamente fruibile, coniugando creatività e semplicità.
MusicaFest 2005 - I edizione A cura di ILIO AMISANO e Associazione MusicaViva Dall'esperienza quasi decennale del Valsusa Filmfest, nasce l'esigenza di approfondire aspetti che, pur non identificabili in un ambito strettamente cinematografico, ci riconducono alle ragioni per cui il Filmfest è nato e cresciuto in questi nove anni. Allargare i punti "di vista" e "d'ascolto", per ritrovare quelle stesse ragioni nelle proposte e nelle "invenzioni" del neonato MusicaFest. Un piccolo festival dentro il festival, che proverà a raccontare, attraverso i suoi musicanti ed i suoi cantori, il profondo legame che la "musica altra", (come la definiva Roberto Leydi) ha con l'uomo e con la storia dei luoghi che da secoli abita. MusicaViva non poteva rimanere indifferente al richiamo di questa occasione di incontro tra Cinema, Teatro e Musica, proprio in questa valle, così profondamente intrisa dalla storia degli uomini che l'hanno vissuta ed amata e purtroppo anche di quelli che, da Annibale fino al TAV l'hanno semplicemente "usata", pur non avendo alcun diritto di farlo. E allora anche noi saremo qui, con strumenti di strana fattura e voci forti, per far sentire a tutti le nostre ragioni e la nostra voglia di vivere in libertà ed in armonia con questa nostra terra.
TEATERFEST A cura di BEPPE GROMI e Associazione Fabularasa TeaterFest - III edizione E' ormai tradizione l'appuntamento con la rassegna teatrale del Filmfest. Il successo di pubblico dello scorso anno, ci ha indotto a riproporre spettacoli per i ragazzi e le famiglie: un modo per r'esistere al monopolio della Tv e riscoprire il linguaggio del corpo, il movimento della parola, la relazione attraverso il gesto scenico, la possibilità di pensare in libertà. Il teatro suggerisce e non impone, diverte senza manipolare, lascia sognare e induce a riflettere. Si allarga la presenza della rassegna sul territorio, con la promozione verso il pubblico di Teaterfest di nuovi spazi e iniziative teatrali, come l'auditorium "M.Magnetto" di Caselette che quest'anno ospita nell'ambito di Musin'art uno spettacolo del nostro calendario: un modo per mettere in rete esperienze e risorse, nella migliore tradizione del Valsusa FilmFest. Riprende quest'anno la collaborazione con le compagnie della Valle: uno sguardo sulla ricca esperienza e tradizione del teatro sul territorio. Il tema sarà R'esistere, in un collage di piccole proposte che andranno in scena nella serata del 1 Aprile, aprendo le porte ad un collaborazione che potrà sfociare il prossimo anno in un esperimento a compagnie miste: un unico evento che tenterà di fondere linguaggi ed esperienze.
SABATO 5 MARZO 2005 - Ore 21 "CINEMA IN VERTICALE:CONCERTO DI CHIUSURA" Luigi Tessarollo Fulvio Chiara Chitarra Tromba "Musica del Piemonte tra passato e presente" Il concerto è il risultato di un progetto portato a termine dopo alcuni anni di lavoro e ricerche. Si tratta dell'esecuzione in chiave contemporanea classica e jazzistica di brani tratti da melodie note della cultura musicale popolare piemontese. Un'operazione ancora irrealizzata fino ad oggi, con l'abbinamento sonoro assolutamente inedito del duo Tromba-Chitarra Classica. Il materiale compositivo, mutuato dalla storia della canzone piemontese e storicamente eseguito in modo folcloristico, in questo progetto viene trattato in modo particolare sia dal punto di vista armonico, che ritmico e melodico, nella realizzazione di vere e proprie rielaborazioni originali per Chitarra Classica e Tromba (inusuale abbinamento di cui non esiste, ad oggi, letteratura), fruibili anche dal pubblico più profano non necessariamente di cultura piemontese. INGRESSO GRATUITO Si ringrazia il Comune di Condove
VA DOVE TI PORTE IL PIEDE Di e con LAURA KIBEL Questo spettacolo di teatro di figura è l'unico in cui i "burattini" sono vivi, in carne ed ossa; infatti i protagonisti dei brevi racconti senza parole che compongono lo spettacolo, sono proprio le parti del corpo di Laura Kibel, che veste e trasforma i suoi piedi, le sue gambe, mani, ginocchia ed altro in fantastiche creature che amano soffrono e divertono. Questa straordinaria tecnica si animazione sorprende e incanta ogni spettatore che davanti ai suoi occhi vede le piante dei piedi trasformarsi in facce vive ed espressive, o un ginocchio diventare una buffa capoccia pelata in un susseguirsi di drammaturgie ironiche, poetiche o dissacranti. Non servono parole per descrivere uno spettacolo che non usa parole. Questo originale teatro visuale si avvale del sostegno di musiche di grande suggestione e impatto, capaci di sottolineare il racconto gestuale superando i confini della lingua. Per questo Laura Kibel porta il suo spettacolo anche all'estero e si esibisce di fronte ad ogni tipo di pubblico, dai piccolissimi delle scuole materne al pubblico adulto delle sale di teatro, fino all'abbraccio eterogeneo della strada e della piazza. Grazie alla sua grande visibilità questo spettacolo può avere fino a 500 o 600 spettatori avvalendosi di una struttura praticabile alta, di una illuminazione e amplificazione adeguata e di una cornice festosa di decine di valigie dipinte a mano. Ognuna di queste valigie contiene una storia, una sorpresa, un'emozione nuova e inconfondibile. Laura Kibel già polistrumentista, musicista, costumista e scenografa in cinema e teatro, crea con le sue mani ogni elemento di scena, nasi, maschere, costumi e oggetti, e cura personalmente la colonna sonora. Laura Kibel collabora stabilmente con la Televisione Svizzera Italiana (TSI) nel programma per l'infanzia "Peo" ed ha partecipato a diverse trasmissioni televisive italiane come Uno Mattina (Rai Uno), Artisti di strada a Vigevano con Pippo Baudo (Rete Quattro), Rai Sat, "Setteperuno" (Rai Uno), "Strano ma vero" (Italia Uno). Con i suoi sketchs è stata la prima testimonial per TMI (Telecom Italia), in videotelefonia, partecipando in tempo reale a fiere di telecomunicazioni come il Cebit di Hannover, Brighton, Madrid, Las Vegas, Melbourne.
Giovedi 17 marzo alle ore 21 presso la biblioteca comunale di condove. Per la sezione Immagini e Parole dal Mondo LULA: LA NUOVA SPERANZA IN BRASILE Proiezione del film "LASCIAMO IL PESSIMISMO A TEMPI MIGLIORI" Di Federica Tourn e Nicola Avanzini (54') Da San Paolo a Brasilia seguendo giorno per giorno il lavoro di Luigi Eusebi, l'uomo chiamato da Lula in Brasile per sviluppare il commercio equo nel Paese: un viaggio attraverso un Brasile meno noto, alla scoperta di piccole realtà produttive. Le storie e la lotta quotidiana di quanti cercano di sopravvivere senza venir schiacciati da una concorrenza spietata che non si preoccupa di null'altro che del profitto. E sullo sfondo un Brasile che, poco dopo la recentissima vittoria di Lula (il video è stato girato nel dicembre 2003), sta vivendo un momento di grande entusiasmo e di enormi aspettative: la riforma agraria sembra imminente e il programma Fame zero è stato inaugurato e sta cominciando a dare i primi risultati concreti. Un'occasione irripetibile per un Paese che cerca di porre fine a secoli di sfruttamento e sottosviluppo. GIGI EUSEBI è impegnato nella solidarietà internazionale e nei movimenti nonviolenti; è tra le persone più impegnate per la promozione della banca etica. Da anni si occupa di commercio solidale. Tra le sue opere, A barriga morreu. Il genocidio degli Yanomami, Sonda, Torino 1990. Interverrà ALBERTO TRIDENTE, sindacalista Fim-Cisl, ex segretario nazionale dell'Flm (la struttura unitaria cui diedero vita Fim, Fiom, e Uilm negli anni '70, epoca d'oro dell'unità sindacale) con delega unitaria per i rapporti internazionali. Per anni ha contribuito a definire le linee di politica internazionale dell'Flm, indicando principi e forme per una ollocazione internazionale del movimento sindacale unitario italiano. Per questo divenne il primo e principale interlocutore italiano di colui che è diventato il nuovo presidente brasiliano, Luiz Inàcio Lula da Silva. Legato a Condove da ricordi ed esperienze giovanili, fece parte - insieme ad Achille Croce - del gruppo che promosse la mozione del consiglio di fabbrica sulla riconversione delle Officine Moncenisio, esempio che esportò in altre realtà operaie italiane. Ingresso libero
Per la sezione Immagini e Parole dal Mondo IL CILE, DAL GOLPE AD OGGI. GIOVEDÌ 24 MARZO ORE 21 Sala Consigliare Comune di Chianocco PAOLO HUTTER presenta il suo Diario dal Cile. 1973, 2003 Casa editrice il Saggiatore, Collana Terre/Idee, settembre 2004 "Quindici, venti minuti così e poi in ginocchio, in un corridoio scavato nel cemento, grande, deve essere il ventre dello stadio, gli spogliatoi. Non posso alzare la testa per guardare, rischio una legnata, ufficiali e soldati ci passano di fianco, …" Nell'agosto 1973, un giovane militante di Lotta Continua parte per il Cile per conoscere l'Unidad Popular di Salvador Allende, un esperimento politico lontano e quasi ignoto in Italia consigli di fabbrica, aziende nazionalizzate o autogestite, movimenti a sinistra del governo. Poco più che ventenne, Paolo Hutter è testimone dei cortei pro e contro Allende, dello sciopero indetto dalla destra per paralizzare un'economia già sofferente. Scrive quello che vede e invia articoli al quotidiano del suo movimento. Fino all'11 settembre, il giorno del colpo di Stato di cui tutti parlavano da mesi ma che quasi nessuno aveva preso sul serio. Quattro giorni dopo, il giovane corrispondente militante cade nella rete dei rastrellamenti compiuti dai militari golpisti: i carabineros lo arrestano e lo conducono nell'Estadio nacional della capitale, campo di concentramento improvvisato del neonato regime, per sempre simbolo della spietata dittatura di Pinochet. Rimarrà immerso per quasi un mese in quell'umanità schiacciata, ma viva e solidale. I diari di quei giorni, basati su annotazioni prese su pacchetti di sigarette fortunosamente scampati alle perquisizioni, appaiono su Lotta Continua negli ultimi mesi del '73. A metà tra giornalismo militante e racconto di formazione, oggi sono ripubblicati come testimonianza viva dei valori e del linguaggio di quel tempo insieme ad articoli e interviste scritti in occasione del trentennale del golpe, quando l'autore è tornato in Cile per riprendere il filo di un discorso spezzato dalla violenza. Il diario del 2003 si apre con il concerto in memoria di Allende nello stadio della prigionia e racconta spicchi del Cile di oggi per capire che cosa viene dopo l'antinomia tra Allende e Pinochet. Ingresso libero
22-23-24 Aprile 2005, Cascina Villar Focchiardo,Condove La Cascina del doc Il Valsusa FilmFestival presenta la seconda edizione della " Cascina del doc", workshop di tre giorni sul cinema documentario. Quest'anno il seminario sarà tenuto dal regista Leonardo di Costanzo che coordinerà e dirigerà le discussioni con i 15 autori/registi selezionati. Si tratterà di un'occasione per riflettere insieme ad altri sul proprio progetto di film, cercare di focalizzare l'idea di base, evidenziare il punto di vista, immaginare una forma narrativa, con i consigli e l'esperienza di uno dei più importanti registi del panorama documentario europeo. Per poter partecipare è necessario inviare un progetto di film documentario di max 2 pagine che contenga una breve sinossi e il dispositivo narrativo immaginato, più un breve curriculum. I progetti dovranno essere inviati per email all'indirizzo filmfest@toth.it, con oggetto "la cascina del doc", entro il giorno 11 Aprile. Ai partecipanti selezionati verrà chiesta una quota di 50 euro, comprensiva di iscrizione al workshop, pernottamento, prima colazione e pranzi. per info 348 8110473 Leonardo Di Costanzo Nato a Ischia nel 1958, dopo aver studiato agli Ateliers Varan di Parigi, nel 1991 partecipa con il corto In nome del Papa all'opera collettiva "Premières Vues" e nel 1993 alla serie "La Roue".Nel 93 entra far parte dell'equipe pedagogica degli Ateliers Varan. Nel 1994 fonda insieme al regista Rithy Panh un centro di formazione per documentaristi a Phnom Penh, in Cambogia poi realizza il documentario Viva L'Italia. Ha poi diretto Prove di Stato (1999) e Les mots de l'architect-Lacaton et Vassal (1999). Il suo ultimo documentario, A scuola (2003), è stato presentato nei principali festival internazionali ricevendo numerosi premi e riconoscimenti, tra cui: Primo Premio al Filmmaker Film Festival di Milano 2003; Premio Arca Cinema Giovani alla 60° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia; Mention Prix des Bibliothèques al Festival Internazionale Cinéma du Réel, Parigi 2004, Prix Egli Film &Video al Festival Internazionale Visions du Reel ,Nyon2004 Gran Prix Festival Internazionale Doclisboa, Lisbona 2004
SABATO 2 APRILE - RIVOLI MAISON MUSIQUE Ore 21.00 "Riccardo Tesi e Patrick Vaillant, con Marco Fadda" Un trio veramente d’eccezione, composto da due artisti di livello internazionale, uno italiano e l’altro francese, entrambi profondi conoscitori della tradizione della loro terra, da lungo tempo compagni e complici di un modo di fare musica che non scende a compromessi, ne sottostà a logiche di mercato. Con loro per l’occasione Marco Fadda, percussionista di grande livello tecnico. Tutti figli di quella tradizione popolare che ha alimentato la loro passione e li ha portati a livelli tecnici che sfiorano il virtuosismo, senza che mai abbiano perso di vista la ragione profonda da cui nasce la loro musica, ovvero l’amore per la loro terra. Compositore, strumentista, ricercatore: queste le anime della complessa e poliedrica personalità artistica di Riccardo Tesi, autentico pioniere dell'etnica in Italia. Dagli esordi decisamente folk nel 1978 al fianco di Caterina Bueno, alle odierne collaborazioni (da non dimenticare quelle con De Andrè e Fossati), alla storia musicale del pistoiese, Tesi vive di una preziosa continuità fatta di passione e di curiosità onnivore, che dalla tradizione toscana lo ha accompagnato al confronto con quelle italiane, basche, inglesi, francesi e malgasce, con il jazz, il liscio e la canzone d'autore. In perfetta simbiosi con la sua poetica della memoria, il suo strumento: l’organetto diatonico, antenato della fisarmonica, al quale per primo in Italia, ha consacrato un intero disco. Dal 1992 è il leader fondatore di Banditaliana che attualmente è considerata una delle formazioni più importanti del panorama world internazionale. Patrick Vaillant, mandolinista- compositore, è riconosciuto in ambito internazionale per la sua originalità e la sua creatività. Pioniere della ricerca e della riproposizione delle musiche tradizionali della sua terra, ne cura la rilettura, gli arrangiamenti e la contaminazione con altri generi in modo estremamente particolare. Marco Fadda può essere considerato oggi uno dei percussionisti italiani più richiesti in ambito etnico. Nell' arco di sedici anni di attività ha superato le conoscenze di base della percussione moderna (scuola brasiliana e cubana), approfondendo anche le percussioni africane e, fra i pochi in Italia, mediorientali ed indiane. La vittoria della prima edizione del PercFest, il concorso internazionale intestato a Naco, gli apre la strada a collaborazioni con importanti artisti italiani e stranieri. Parallelamente porta avanti l’attività della sua band Avarta, con cui incide due album, "Terre" e "Cocci di mare" Ingresso libero
Per gli appuntamenti di TeaterFest DOMENICA 3 APRILE - ALMESE - P.zza Martiri - h. 15.00 DANTE CIGARINI Con IL CIRCO degli ASINELLI E L’UNGUENTO MIRACOLOSO Spettacolo per bambini e famiglie - Durata 60 minuti Il Circo degli Asinelli (si chiama "circo", ma avrebbe anche potuto chiamarsi "incontro" con gli asinelli...) è un'iniziativa di intrattenimento che intende tutelare e valorizzare gli asini portandoli nelle piazze, facendoli conoscere alla gente, mettendoli a contatto con i bambini. Sfruttando le caratteristiche fisiche e comportamentali degli asini (di taglia ridotta, morbidi da toccare ed accarezzare, pazienti, lenti nei movimenti ed inclini ad andature monotone e controllate) è possibile offrire ai bambini degli ottimi compagni di gioco: salendo in groppa agli asini e passeggiando insieme a loro, i bambini imparano a conoscere, rispettare ed amare questi animali straordinari. Uno struzzo parlante di nome Snorkel annuncia la scoperta del secolo: l'Unguento Miracoloso. Grazie a questa magica pozione, in grado di fare "volare" i papà e le mamme, i bambini scopriranno i magici poteri dei loro genitori, che si trasformeranno, anche se solo per pochi minuti, in veri e propri super-eroi. Lo spettacolo, rivolto ai bambini di tutte le età con il coinvolgimento attivo dei genitori, utilizza diversi linguaggi narrativi ed ha come attore coprotagonista un maxi-pupazzo realizzato con piume, stoffa e lattice di gomma. DANTE CIGARINI è burattinaio e "raccontafavole". Dal 1988, produce e realizza spettacoli per bambini sviluppando un cammino di incontro e fusione tra discipline artistiche diverse: teatro di figura, clownerie, improvvisazione musicale, ventriloquismo. Nel corso della sua esperienza, che sta portando in tutta Italia, è stato ospite di trasmissioni televisive RAI e MEDIASET ed ha partecipato a rassegne e festival internazionali di TEATRO RAGAZZI. E' autore di libri e pubblicazioni per ragazzi: La valigia delle meraviglie (ELLEDICI ), Pierin Fagiolo (CREATIV), Francìgena (P.G.BO.). E' direttore artisticode Il Circo degli asinelli, spettacolo di piazza ispirato al mondo del teatro viaggiante e degli artisti girovaghi. E' amministratore de La Scatola Magica, azienda che progetta, produce e realizza eventi culturali e di spettacolo avvalendosi della collaborazione di uno staff di professionisti del settore. Ingresso libero
GIOVEDÌ 31 MARZO ALLE ORE 21 PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI CONDOVE. Per la sezione Immagini e Parole dal Mondo UNO SGUARDO SUL CHIAPAS proiezione dei documentari: Il re di Zinacantán, ideazione e realizzazione di Antonio Coello Come Appresi a lavorare a cura di Melel Xojobal Keremetik cerca autonomia: Pedro Daniel López López Più che una rassegna di documentari, questa è una rassegna di documenti che testimoniano umanità. In questi video, la parola R’esistere assume la valenza di ricerca di una vita dignitosa da parte di giovani esponenti delle attuali comunità maya del sud est messicano. Indigeni dietro la cinepresa, indigeni attori che interpretano le proprie storie, bambini indigeni che partecipano alla costruzione di un cartone animato che mette in scena storie di vita da loro stessi raccontate. Sogni, paure e progetti sono i veri protagonisti di un percorso educativo che vede bambini di strada e sfollati cercare di uscire da una marginalità storica e dalla guerra (ribellione indigena del 1994), accettando la sfida della comunicazione e l’utilizzo di tecnologie avanzate. Tra i tanti altri che hanno partecipato a questo coraggioso viaggio, menzioniamo Pedro Daniel López López e José Miguel Hernández che hanno scelto di dare voce a sé e alla propria gente. Dietro questi documenti c’è un grande e generoso impegno che ha visto volontari, Ong messicane e italiane (Li sbon max, Melel, Mondincontro con Maria Cristina Manca e Pia Köhler), istituzioni accademiche (Ciesas sureste- Centro di ricerche e alti studi in antropologia sociale, con il coordinamento di Leyva Xochitl e di Axel Köhler) e giovani registi come Antonio Coello . Durante la serata interverranno: Ugo Bracco che ha lavorato nell’associazione Li sbon max con i bambini di strada; Bruno Alpe che ha viaggiato nella Selva Lacandona e ha contribuito con attività didattiche e di cooperazione a costruire la "Casa de todos", centro di incontro e formazione comunitaria; Marina Mancini che ha partecipato a progetti di solidarietà e di adozione simbolica di bambini indigeni; Piero Gorza che lavora e studia da quindici anni in quelle terre. Ingresso libero
TEATRO DELLA MEMORIA a cura di Marco Alotto MARTEDI’ 28 DICEMBRE 1943, accadde quel giorno uno spettacolo di Marco Alotto per commemorare i 60 anni dalla Liberazione. La Moncenisio, la linea ferroviaria Torino-Modane, i Cotonifici Valle Susa, la terra coltivata, La Resistenza...un percorso teatrale attraverso la memoria storica della Valle di Susa "L'importanza strategica della Val di Susa era legata principalmente alla sua posizione ed alla linea ferroviaria Torino-Modane, a doppio binario, che dopo l'8 settembre rappresentò per il comando germanico la più breve, comoda e sicura via di comunicazione tra le zone occupate dell'Italia settentrionale e della Francia sud-orientale e centrale. (...)Dopo continui atti di sabotaggio in media e bassa valle che ottennero risultati limitati, in quanto i tedeschi ripararono rapidamente ponti e tratti di strada ferrata, il Comando partigiano di valle scelse in alta valle il ponte da sabotare, dove il terreno è più impervio, i trasbordi di materiali risultano impossibili, le riparazioni e le costruzioni si effettuano con difficoltà. Per il nuovo "colpo" venne quindi scelto, dopo parecchi giorni di sopralluoghi estenuanti e pericolosi effettuati dall'ing.Bellone e da Don Foglia, il viadotto dell'Arnodera, costruito su un profondo torrente, all'uscita di una galleria poco a monte di Meana, con pianta leggermente in curva, ad unico binario, in muratura ben conservata, lungo circa 80 metri, a cinque arcate poggianti su quattro pilastri, dei quali, quello centrale alto quasi trenta metri. Quando il piano, scrupolosamente preparato, fu pronto, si passò all'azione. L'esplosivo, il TN, fu trasportato su un carro agricolo da Villardora a Mompantero, dove venne sistemato in otto casse di peso variabile da 75 a 150 kg (otto quintali in tutto), tutte innescate con doppio detonatore. Il 28 dicembre 1943 le casse vennero trasportate nelle vicinanze del ponte (benché in quel giorno i tedeschi rastrellassero la zona), dove giunsero circa venti partigiani della formazione di Ghiano, provenienti da Mompantero, per iniziare l'operazione. (...)" La memoria prende avvio da questo episodio, per snodarsi oltre i confini di Valle attraverso la Storia e le piccole storie di donne, di uomini e bambini, in quella notte di Martedì, 28 dicembre 1943.
Sequenze GUIDO GIORDANO MOSTRA PERSONALE Bardonecchia -Palazzo delle Feste 19 marzo-25 aprile Uomo schivo Guido Giordano. Refrattario alle troppe parole, alle parole inutili. L’opulenza in senso lato lo infastidisce, ogni gesto, ogni movenza deve avere un significato ben preciso, niente al di là della sola purezza. Invece un bello sguardo, puro appunto. Occhi diretti negli occhi degli altri. A malincuore parla di sé. Quasi giustificandosi, dice di non amare i viaggi. Quelli reali. Ma la sua opera è tutto un viaggio, continuo, interiore, di ricerca. Più che artista, parola di vasto respiro e molteplici sfaccettature, preferisce essere definito un bravo artigiano. E con altri artigiani spesso collabora. Il suo saper fare "manuale" è supportato dagli studi "ideali" di architettura, così che la sua formazione risulta quella di un "uomo rina-scente" che sa far convivere il bello con l’utile. Molti dei suoi lavori infatti, hanno anche una funzione pratica. Come artigiano indaga la natura - i materiali, i pigmenti- e come architetto trasforma l’arte in mìmesi - imitazione - della natura. Il suo è un lavoro di ideazione, di progettazione e di realizzazione dei propri manufatti; di ricerca, di sperimentazione, di applicazione ed uso di antiche e nuove tecniche sui materiali più disparati. Manipola i metalli e le terrecotte, il legno e la gomma, gli elementi di più recente costituzione, affidandosi alla propria capacità artistica e gusto estetico e, amalgamandoli con sperimentazioni tecniche, ottiene contaminazioni che sono contemporaneamente punti di arrivo e punti di partenza per nuovi giuochi e nuove ricerche. Nei suoi segni, nei suoi graffi si riconoscono antichi idiomi, riferimenti antropici, altri vissuti. Si capisce che il legame è passato attraverso un cordone ombelicale che si trasmette da uomo a uomo, da generazione a generazione, da etnia ad etnia. Il segno come elemento conduttore sia nelle opere di grafica, che di pittura e di scultura, è sempre scarno, ma spesso ripetuto, come continua ricerca di sé, elemento che si insegue, s’incastra, si collega senza soluzione di continuità, senza inizio e senza fine, dando alla materia sulla quale è trascritto il ruolo di nastro trasportatore alla ricerca di ciò che è ancora sconosciuto. Daniela Vighetti La mostra osserverà i seguenti orari: dalle 16 alle 19 dom20, sab 26, dom 27 lun 28 marzo Sab 2, dom 3, sab 23, dom 24 e lun 25 aprile
Frattaglie di Vita MAURO TRUCANO al castello della Contessa Adelaide a Susa PITTURA, PAROLE, MUSICA E VIDEO Inaugurazione sabato 2 aprile, h. 16.30 «Prima regola, non arrendersi. Dare battaglia, sempre: per resistere, testimoniare, dire, piangere, gridare. Non cedere al silenzio, non morire». Con questo impegnativo biglietto da visita, dopo le recenti escursioni sperimentali e multimediali a Catania e Palermo, il "combat painter" valsusino Mauro Trucano torna a casa e presenta anche al castello di Susa "Frattaglie di vita", una mostra assolutamente singolare dove i dipinti si fondono con testi, musiche e immagini proiettate su video. Voci, volti e grida, umanità sofferente, lacerazioni metropolitane, implosioni a catena, denunce senza appello dipinte con pietà e rabbia: tele che gridano, acquerelli che urlano. Il tutto, sigillato da un segno pittorico unico, di immediata forza emotiva. «Video, musica e testi - sottolinea Trucano - spesso "entrano" nei quadri stessi, divenendone una fondamentale componente energetica. E’ un esperimento certamente interessante, innovativo, emozionante: testo e musica sono per me una sorgente insostituibile». I contributi non pittorici sono elaborati insieme a "Libre", gruppo di lavoro artistico nel quale opera Trucano: «Tra di noi c'è uno scambio continuo di suggestioni forti, di energia: sono veramente felice di questa collaborazione, che dilata le possibilità della pittura mettendo al primo posto il valore emozionale dell’arte come gesto etico. Contro l’indifferenza di un mondo confuso, egoista, pieno di ingiustizie». Artista emergente nello scenario torinese, reduce da esposizioni in Italia e in Europa, Trucano resta legatissimo alla valle di Susa, cui ha dedicato il sorprendente video "Vals’usa", segnalato al Torino Film Festival tra le pellicole più interessanti della sezione "Spazio Italia": il pittore, immerso in una vasca da bagno ricolma di Campari sistemata all’aperto in mezzo a un prato, si avventura in un monologo poetico ed esilarante sul rapporto fra arte e territorio. La sua ironia al vetriolo è l’arma più immediata - anche sulle tele - per colpire il pubblico al cuore: in un universo pittorico frammentato e lancinante, gremito di vecchie glorie del jazz e grandi boxeur, umanità sofferente, lampi metropolitani, nostalgie punk, tenerezze improvvise e nuovi, quotidiani eroismi. La mostra, sarà aperta fino al 17 aprile. Ingresso libero.
Venerdi 8 aprile Villar Focchiardo Cascina Roland ore 21 Incontro con altri piccoli festival Saranno nostri ospiti: Corti a Sud da Polla (SA) Biancofilmfestival da Perugia www.biancofilmfestival.it ConcorsoFilm da Pontassieve (FI) Documé di Torino www.docume.org I festival/rassegne invitati hanno come comune denominatore l'essere piccole (ma grandi) iniziative che hanno tra le proprie motivazioni l'attenzione al territorio, al sociale, alla memoria storica. Durante la serata ogni festival racconterà la propria storia, le finalità, le difficoltà, gli sviluppi futuri... insomma sarà un'occasione per scambiarsi idee ed esperienze e mettere le basi per creare una rete di piccoli festival. Durante la serata ciascun festival presenterà uno o più video che ritiene significativi e rappresentativi. Corti a Sud Sarà presente Florinda Priore, presidente dell'associazione L'Eternauta che organizza il festival. Video di circa 20' della sezione del concorso 'Sud'. Biancofilmfestival (DVD) Sarà presente Laura Massidda dell'associazione Prhomosapiens che organizza il festival Video: PREMIO FICTION BIANCOFILMFESTIVAL 2003 Titolo: 4° Regia :ENNIO RUFFOLO e FABIO FIANDRINI Durata:4 minuti Sinossi:LA PRESA DI COSCIENZA DELLA MORTE NEI 4 SECONDI CHE SEGUONO IL DECESSO, SULLO SFONDO DI UN VIOLENTO INTERNO FAMILIARE. PREMIO ANIMAZIONE BIANCOFILMFESTIVAL 2003 Titolo: TENGO LA POSIZIONE Regia :SIMONE MASSI Durata: 4 minuti Sinossi: NON LA SMETTE MAI DI RESISTERE;STA,IN MEZZO ALLA NEVE E AL SILENZIO, OSTINATAMENTE A TENERE LA POSIZIONE. PREMIO FICTION BIANCOFILMFESTIVAL 2004 Titolo: SOGNOVIVENDO Regia: STEFANO NICOLI Durata: 4 minuti Sinossi: IL CORTO CERCA DI RAPPRESENTARE IL CONFINE TRA RLA REALTA' E IL SOGNO: IL "SOGNOVIVENDO"DI UN RAGAZZO DISABILE. ConcorsoFilm (miniDV) Sarà presente Marco Lodovichi, direttore artistico nel 2002-2003. Video: Titolo: SIN OPCION Regia, soggetto e sceneggiatura: EMANUELE GEROSA Montaggio: TXIKI MONTAN, EMANUELE GEROSA Colonna sonora originale: SINFOART Interpreti: Daniel IBANEZ, ENRIC GARCIA, FRAN CARNACEA, PAULA MIRALLES, CATI AMOROS, MAITE SANCHEZ, MARTA CORTES, MARINA DIAZ Anno di produzione: 2003 Durata: 17' Sinossi: Tomas Bermell, un riconosciuto scienziato del Centro di Ricerca del Governo, vede la sua vita cambiare radicalmente quando incontra un presunto sabotatore, membro del gruppo di resistenza del sottosuolo. Da questo momento passato e presente si mescolano in una corsa sfrenata contro il proprio destino. Biografia dell'autore: Nato a Rovereto (TN), laureato in Storia Contemporanea a Bologna, lavora attualmente in Spagna come freelance occupandosi di regia e montaggio per pubblicità, programmi televisivi e documentari. Filmografia dell'autore: Cromometraggio (2001), Bianchi Riflessi (2001), Sin Opcion (2003)
SABATO 9 APRILE Exilles - circolo ricreativo Cels - h. 21.00 "Altertrad" Serata di musica e danze della tradizione alpina Il gruppo Altertrad, di recente costituzione, nasce dalla collaborazione di alcuni musicisti di diversa formazione musicale, alcuni dei quali provenienti da una lunga esperienza nel campo della musica tradizionale. Propongono un repertorio che trae spunto dalle "musiche da ballo" tipiche dell'area alpina, a cavallo tra '800 e primi '900. Curente, gighe, scottish, valzer, mazurche, rigodon, e molte altre danze tradizionali delle valli alpine Occitane e Francoprovenzali , riproposte in una veste insolita che vede strumenti "popolari", come organetto (semitoun), clarinetto e cornamuse, insieme a strumenti considerati più "colti", come violino e violoncello, anch'essi però molto spesso utilizzati dai musicanti tradizionali fino ai primi anni del '900. Ingresso libero
domenica 17 Aprile - villar Focchiardo L'homme qui plantait des arbres (L'uomo che piantava gli alberi) di Frèdèric Back, Canada 1986, durata:30 minuti. Soggetto tratto dal romanzo omonimo di Jean Giono, voce originale: Philippe Noiret, doppiata in italiano da Omero Antonutti. Il film è la versione cinematografica di un racconto di Jean Giono. Il protagonista, Elzèar Bouffier, è un pastore provenzale solitario e ispirato che dedica pazientemente la sua vita alla creazione di una foresta laddove le montagne offrivano soltanto aridi paesaggi di roccia. Il narratore, affascinato dalla personalità del pastore, torna più volte su quelle montagne per assistere alla straordinaria trasformazione del paesaggio, della vita di quei luoghi e della rinascita, soprattutto morale, dei suoi abitanti. L'opera, che esprime con la massima forza e suggestione l'impegno e la spinta morale di Back, è anche il trionfo della sua grafica raffinata, splendente ma estremamente discreta, guidata, nel ritmo lento e affascinante, dalla liricità del testo di Giono e dalla suggestione della voce narrante di Philippe Noiret. Il film ha ottenuto 32 premi tra i quali l'Oscar per il cortometraggio d'animazione e il Gran Premio al Festival di Annecy. Così commenta Back l'impresa del suo protagonsta: "Il più piccolo gesto, nella volontà di contribuire, può cambiare la faccia della terra."
Sabato 16 Aprile Condove Biblioteca Comunale Ore 21 Incontro con Fausto Amodei Compagno cittadino,/ fratello partigiano,/ teniamoci per mano/ in questi giorni tristi:/ di nuovo a Reggio Emilia,/ di nuovo là in Sicilia/ son morti dei compagni/ per mano dei fascisti. Di nuovo, come un tempo,/ sopra l'Italia intera/ urla il vento e soffia la bufera. A diciannove anni/ è morto Ovidio Franchi/ per quelli che son stanchi/ o sono ancora incerti./ Lauro Farioli è morto/ per riparare al torto/ di chi si è già scordato/ di Duccio Galimberti. Son morti sui vent'anni,/ per il nostro domani:/ son morti come vecchi partigiani. Marino Serri è morto,/ è morto Afro Tondelli,/ ma gli occhi dei fratelli/ si son tenuti asciutti./ Compagni, sia ben chiaro/ che questo sangue amaro/ versato a Reggio Emilia/ è sangue di noi tutti: Sangue del nostro sangue,/ nervi dei nostri nervi,/ come fu quello dei fratelli Cervi. Il solo vero amico/ che abbiamo al fianco adesso/ è sempre quello stesso/ che fu con noi in montagna/ ed il nemico attuale/ è sempre e ancora eguale/ a quel che combattemmo/ sui nostri monti e in Spagna, /Uguale è la canzone/ che abbiamo da cantare:/ Scarpe rotte eppur bisogna andare. Compagno Ovidio Franchi,/ compagno Afro Tondelli,/ e voi, Marino Serri/ Reverberi e Farioli;/ dovremo tutti quanti/ aver, d'ora in avanti,/ voialtri al nostro fianco,/ per non sentirci soli. Morti di Reggio Emilia,/ uscite dalla fossa,/ fuori a cantar con noi Bandiera rossa,/ fuori a cantar con noi Bandiera rossa! (Per i morti Reggio Emilia, F. Amodei ,1961) Cantautore e studioso di musica popolare, Fausto Amodei nasce a Torino dove fin da giovane milita nel movimento laico di sinistra Unità Popolare, organizzato intorno a Ferruccio Parri. Laureatosi in Architettura, scopre alla fine degli anni Cinquanta il repertorio dello chansonnier francese Georges Brassens, da lui in parte tradotto in dialetto piemontese. Con Michele Straniero, Giorgio De Maria, Emilio Jona, Sergio Liberovici e altri musicisti e letterati, fonda il movimento dei Cantacronache nel 1958. Durante gli anni sessanta continua a incidere sue canzoni, o rielaborazioni di canti popolari con il Nuovo Canzoniere Italiano, per i Dischi del Sole. Nel 1975 riceve il Premio Tenco insieme a Vinicius de Moraes, Umberto Bindi, Fabrizio De André, Enzo Jannacci e Francesco Guccini. Negli ultimi anni si è defilato da concerti e rassegne pur continuando ad alimentare il suo interesse per la canzone d'autore. Ingresso libero
VENERDI 25 MARZO H.21.00 Salone polivalente Comune di CESANA (TO) LAURENT CAVALIE' MUSICHE, CANZONI E STORIE DELLA TRADIZIONE OCCITANA nella Francia del Sud Musicista e cantautore popolare di Carcassonne, nella regione delle Linguadoca (Francia). Presenta uno spettacolo di grande suggestione emotiva, che alterna momenti di intimità a momenti di energico coinvolgimento. Storie, canzoni e musiche di una terra che ha vissuto gli avvenimenti più significativi della storia del popolo occitano, fin dai tempi delle crociate contro i Catari. Canti popolari e canti d'autore fra giochi di ritmo e parole: Laurent Cavalié, solo in scena con il suo accordeon, ricicla il folklore così come altri fanno con gli scarti, quelli con cui la nostra società riempie le pattumiere delle sue città e della propria memoria. Lui, il pattume, lo rovescia sulla pubblica piazza, lo mischia con il repertorio del suo paese e rimodella canzoni, prodotti derivati dall'agri-cultura biologica, non certificati ma forti del loro compito d'invenzione e memoria. Laurent Cavalié esprime la sua passione culturale attraverso la musica, la voce e la ricerca, esplorando il repertorio dei canti tradizionali occitani e conservando il carattere potente di queste melodie cariche di storia e di emozioni. Laurent non offrirà solo un concerto, ma un vero dialogo tra un'artista profondamente "popolare" ed un pubblico che non potrà non cogliere l'anima delle sue canzoni e dei suoi racconti, restandone irrimediabilmente coinvolto. Ingresso libero
12 Aprile al Cinema Comunale di Condove - ore 21 LA GRECIA DEI COLONNELLI (21 aprile 1967 - 24 luglio 1974) incontro con GHIORGO GATOS giornalista, scrittore, rifugiato politico a Torino durante la dittatura Interviene Amalia Kolonia dell'Università degli Studi di Milano ANIMAZIONE TEATRALE ispirata alla lotta degli studenti del Politecnico: il 17 novembre del '73 l'ormai agonizzante regime fascista dei colonnelli (cadrà nel '74) represse violentemente, facendo entrare i carri armati, la rivolta degli studenti del Politecnico di Atene: 34 morti e oltre mille feriti. (brani tratti dal libro di Ghiorgos Gatos "Politecnico '73 - Reportage dalla storia) A cura di: Luciano Gallo, Elisa Frisaldi, Vito Lasaponara - Regia di Emanuela CapursoProiezione di materiale cinematografico - danza - musica Ghiorgos Gatos, redattore di politica interna ed estera, analista e articolista, è nato ad Amfissa nel 1931. Ha studiato alla Facoltà di Giurisprudenza di Atene e ha seguito seminari e corsi di scienze politiche e storico sociali in Italia e in Francia. Si è occupato di reportage politico e storico e della ricerca storica e sociopolitica sulla Grecia moderna. E' stato autore di grandi servizi giornalistici come corrispondente nelle dittature dell'America Latina, in Nicaragua, Cile, Cina, Corea, nell'Unione Sovietica e in Polonia, nei Paesi dell'Europa Orientale ed occidentale, dell'Estremo e del Medio Oriente, in Austria e in Africa, e ha raccontato grandi avvenimenti politici internazionali, come il Ventisettesimo Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, gli incontri Reagan-Gorbaciov e altri…Ha preso parte a forum e a molti congressi internazionali e ha svolto grandi inchieste giornalistiche su vari temi temi: sul ruolo della monarchia greca ("Dimocratikì Allaghi") e sul revisionismo della storia greca ("Ta Nea") sulle dittature latino-americane ("Ethnos"). Redattore della voce sulla storia della Grecia moderna per le enciclopedie "Papiros Larousse", "Enciclopedia Sovietica" e per il "Dizionario Biografico Universale". Ha pubblicato studi e saggi sulle riviste: "Rivista d'arte", "Epoche", "Contro", "Tempo", "Quaderni", "Lettere Etoliche" ed altre… E' stato capo redattore del periodico della Gioventù Lambrakis, "I quaderni della Democrazia". Ha lavorato nei giornali: "Avghì", "Dimocratikì Allaghi", "Rizospàstis", "Ta Nèa" e "Ethnos". Ha collaborato con la stampa d'opposizione alla dittatura dei colonnelli, i giornali "Patria Libera" e "Grecia Libera" a Roma. Durante la dittatura militare fu condannato e privato della cittadinanza greca. E' stato rifugiato politico a Torino e, in questo periodo, ha organizzato e diretto la Biblioteca "Pablo Neruda" di Grugliasco, oltre ad essere stato punto di riferimento per i rifugiati in Italia. Da ultimo ha organizzato la Biblioteca di Anfissa. Ha pubblicato i volumi: - "Scritti inediti dei Grivas" - Atene 1963 - "Alexandros Delmùzos e il suo tempo"- Atene 1964 - "Memorandum inedito di Alessandro Delmuzos ad Eleuterio Venizelos"- Atene 1964 - "Storia di Yannina" - Atene 1965 - "La Polonia: punto e a capo" - Atene 1983 - "Politecnico 1973 - Reportage dalla storia" Prima ed. Atene 1983, ultima Atene 2004 - "Missione Perestroika - Tre versioni: Unione Sovietica, Cina popolare, Nicaragua"- Atene 1989 - "La grande passione del demoticismmo educativo: 41 lettere di Dimitris Glinoòs ad Alessandro Delmuzos"- Atene 2003 - Con altri autori "Yannis Ritsos: Epitaffio Makronissos" edizioni Guanta - Parma 1970
"SCAPOLE SENZA PIUME" Spettacolo teatrale per bambini dai 5 ai 10 anni Caselette - Auditorium M.Magnetto - domenica 10 aprile - h. 17.00 Ingresso: 3€ Produzione: Teatro PraTIKo, Merano Regia: Giovanni Calò Attori: Evi Unterthiner e Giovanni Zurzolo Musicista: Christian Unterthiner Assistente tecnico: Georg Mutschlechner Al tramonto due ragazze fanno una passeggiata. Di colpo una ragazza vede un pipistrello e grida: "Guarda, guarda!" La seconda ragazza alza lo sguardo, vede il pipistrello ed urla spaventata: "Che schifo!". Un po' più lontano camminano due topi. Il topo più grande vede il pipistrello e grida: " Guarda, guarda!" Il topo più piccolo guarda verso il cielo e, con sorpresa, grida: "Un angelo!". Non sempre quello che si vede esiste, e non sempre quello che esiste si vede. "Scapole senza piume" è la storia del Sogno dei Sogni: il desiderio di volare! Un viaggio "lunare" nel mondo degli Esseri Alati, dagli uccelli agli angeli. Uno spettacolo grottesco- burlesque di immagini e musiche. Non è parlato, fatto eccezione per Pulcinella (burattino), il Professore (specialista d'anime e angeli) e la moderatrice (illusionista dell'uovo). Per il resto è tutto affidato alla capacità e vocativa dei corpi e delle azioni degli attori. "Scene semplici" che diventano metafora per far vedere certi simbolismi e miti, come per esempio il mito di Icaro. I bambini, che forse questi simboli non li percepiscono, si divertono mentre gli adulti hanno uno stimolo per riflettere. Il tema: Gli angeli e il mondo degli uccelli. La storia si pone il vecchio problema: "E' nato prima l'uovo o la gallina?" L'uovo è l'inizio o la fine? E cosa troviamo in mezzo? Cosa collega l'inizio con la fine? L'uovo cosmico è destinato veramente a fare la fine di una frittata? Senza nascita non c'è morte e viceversa in un continuo susseguirsi. E dopo la morte arrivano gli angeli? O si diventa angeli? Con piccole e semplici scene abbiamo voluto rispondere a queste domande.
Workshop animazione nelle scuole medie e superiori 3/3/2005 e 9/3/2005 Relatore: Tommaso Cerasuolo Obiettivo di questa proposta è quello di promuovere la conoscenza delle tecniche di base del cinema d'animazione (animazione 2d, stop-motion, animzione digitale 3d), dei principi del movimento, della ripresa a passo uno, degli stili e degli artisti che hanno fatto la storia del cinema d'animazione, sia nel campo dei grandi studios come nel cinema d'autore. Obiettivi secondari sono la possibilità di fornire ai giovani un linguaggio critico rispetto a un prodotto di largo consumo come quello dell'animazione per bambini o adolescenti, verificare la presenza sul territorio di "talenti nascosti" nel campo dell'animazione e saperli indirizzare in una prima ricerca in questo campo e nell' ambiente professionale e accademico.
Premio Bruno Carli Invito al regista Edoardo Winspeare Promotore dell'associazione del Salento Coppula Tisa che si batte contro la distruzione Ambientale dell'Italia www.coppulatisa.it Salento, terra di confine con tutti i suoi disagi egregiamente messi in scena da "Sangue vivo". Prima ancora c'è stato "Pizzicata", di Edoardo Winspeare, un film fatto di lunghi silenzi e sguardi d'amore in cui si percepisce tutto il dolore, la sofferenza, ma anche la gioia che si ritrovano in quella terra. Sangue vivo è un atto d'amore, mentre Pizzicata era una dichiarazione d'amore. Sono due film molto diversi. La Pizzicata ambientata nel '43 perché quell'anno era l'inizio della fine di una cultura, quella contadina non ancora contaminata, o meglio: era stata nei secoli contaminata dai Greci, dai Turchi, dagli Spagnoli, ma era un altro tipo di contaminazione. Fino agli anni '40 era tutto più chiaro, anche negli aspetti negativi: la condizione della donna era più difficile, c'erano i poveri, i ricchi, il podestà, quindi volevo anche caratterizzare i personaggi in maniera netta. Non c'era molto dialogo tra padre e figlie, la comunicazione avveniva anche attraverso sguardi, gesti, ordini, silenzi; un silenzio poteva essere più esaustivo che non le parole. Comunque volevo dare un'idea di grande dignità della povertà contadina nonostante tutto; dignità e dolcezza, ciò che secondo me è ancora presente nel carattere dei salentini. "Sangue vivo" per raccontare un Salento che il regista ama moltissimo, una terra contaminata che ha iniziato a perdere la sua identità, e che la sta riscoprendo con la musica, con i forti contrasti tra la vecchia e la nuova generazione. Poi c'è da dire che mentre prima eravamo finis terrae e al di là non c'era più niente (perché l'Albania era chiusa), ora invece siamo terra di confine e porta d'Europa. Dal punto di vista sociale ciò ha comportato grandi scombussolamenti; dal punto di vista artistico ha provocato scrittori, musicisti e quant'altro, e secondo me la Puglia è una regione molto interessante anche per questo motivo. La Bellezza è un valore unificante che trascende l'appartenenza sociale e politica e diventa popolare perchè di tutti; inoltre è l'unico vero collante del nostro paese. Nel "Bel Paese" le costruzioni che sono state edificate negli ultimi cinquant'anni superano, per quantità e volume, nove volte quelle edificate nei 2200 anni che vanno Ab Urbe Condita alla fine della Seconda Guerra Mondiale. A parte il giudizio estetico, la Penisola "scoppia" di case (quasi tutte costruite male e brutte) e i disastri ambientali e sociali derivano in parte considerevole da questo attacco all'armonia, all'anima italiana. Ma l'Italia è talmente bella che nemmeno gli italiani (quelli recenti) sono riusciti a rovinarla completamente, ma a ferirla eccome e profondamente. Coppula Tisa chiama a raccolta tutte le popolazioni italiche (e non) per invertire questa tendenza attraverso una rivoluzione amorevole e dolce, altresì grintosa e incisiva. Le azioni di Coppula Tisa Sono l'acquisto di pezzi di territorio ritenuti interessanti allo scopo di preservarli da edificazioni e discariche selvagge. Interramento dei pali di cemento. La bonifica di aree ritenute importanti dal punto di vista ambientale ed estetico. Il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole a scopo didattico e altre attività. Campagne di sensibilizzazione ambientale attraverso spot, internet, brochure, mostre, seminari e specialmente feste molto divertenti. Acquisto e piantumazione di piante botanicamente (e culturalmente) compatibili con il territorio. "Riorganizzazione" dei cartelloni pubblicitari e dei neon nei paesi (meglio ma utopistica la loro eliminazione)! Abbattimento di "mostri" e costruzione al loro posto di edifici molto belli. Un "Pensatoio" economico e legislativo, per esempio per incentivare chi costruisce dopo aver abbattuto, o dare più valore a terreni sgombri da edifici (fra poco meno di quelli "ingombri"). E tante altre azioni, anche proposte da futuri simpatizzanti, sia con idee pratiche che contributi teorici; sarà Coppula Tisa che avrà parlato attraverso i nuovi amici. Siate tutti ben venuti, ma proprio tutti anche chi una volta ha costruito abusivamente, oppure ha buttato lo scaldabagno in campagna. Siamo tutti un po' abusivi e un po' incivili, ma Coppula Tisa ci condona moralmente. Queste azioni saranno finanziate da una grande colletta e il "risultato"(per esempio 100 ettari di "anima" salentina, campagna o natura più o meno selvaggia) verrà regalato alla Comunità in maniera totalmente disinteressata. La prima azione, la scintilla della Rivoluzione di Coppula Tisa sarà l'acquisizione in un luogo ameno di un terreno molto bello ma con una costruzione molto brutta, di quelle inutili, tipo scheletri di cemento non terminati o cose del genere, la distruzione del Golem architettonico, il ripristino della Bellezza originaria e il festeggiamento con una Grande Festa per l'Armonia ritrovata.
Lo spettacolo: "un viadjo" (un viaggio) Lo spettacolo si sviluppa in un ipotetico viaggio tra le valli alpine occidentali, dalla Provenza, dal Delfinato e dalla vicina Savoia, attraverso i sentieri e i valichi alpini, dove solo i contrabbandieri osavano passare, fin giù nelle nostre valli, nei villaggi sperduti tra quelle montagne che per secoli hanno rappresentato un rifugio sicuro per le piccole comunità alpine. Si parte dal mare, da dove parte il sale, per viaggiare con il sale, che poi sale… sale … per arrivare dove nessun altro elemento potrebbe arrivare, nel cuore della vita, tra le nevi di questi monti, dove la stessa sopravvivenza era legata al sale, dove il sale da sempre ha simboleggiato l'essenza della vita, metafora dell'intelletto e del diletto umano. Il sale, il suo significato e la sua storia che si perde nella notte dei tempi e che ci fornisce gli spunti per ripercorrere, attraverso il canto, la musica e la letteratura popolare, un pezzo di storia di quella gente che … "parlava il patouà". Lungo il cammino proveremo a raccontare le ragioni di tanto affanno, di tanto coraggio, di quella assoluta necessità di cui non sempre si poteva far virtù ma che aveva il pregio di unire gli uomini delle montagne, fargli apprezzare la vita "nonostante tutto" e stimolare la loro immensa poesia e vitale ironia. Non solo un concerto bensì un susseguirsi di musiche e canti, filastrocche, leggende della tradizione, emozioni popolari di altri tempi. Un idea che, a nostro avviso, fa parte di quel doveroso impegno intellettuale e artistico così importante per contribuire alla salvaguardia delle lingue e delle culture alpine, un patrimonio insostituibile che rischia di scomparire a causa di quelle che lo scrittore valsusino Giorgio Jannon, riferendosi alla società attuale, definisce correttamente come "…deliberate dimenticanze… apparente, ma malevolo, disinteresse…".
 
 
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