GIOVEDÌ 10 MARZO ALLE ORE 21
PRESSO IL CINEMA COMUNALE DI CONDOVE
"R-Esistere dicembre 1944 - agosto 2004"
(immagini di Claudia Griglio - durata 8' - produzione:Valsusa FilmFest )
Agosto 2004. Ogni anno un gruppo di partigiani ricorda il periodo della
Resistenza, le battaglie al Pian Cervetto, i morti, tornando sul posto per
deporre fiori sulle lapidi che ricordano gli eccidi. La 106° Brigata Giordano
Velino operava in quelle zone con il suo comandante Cesare Bellone e il
commissario politico Ugo Berga.
Seguirà la proiezione di:
"I nostri anni migliori. Alcuni sindaci della valle di Susa si raccontano fra
politica e impegno".
(Di Simona Bani e Chiara Sasso con immagini di Luigi Cantore, Piero Gagnor,
Piero Midellino. Durata 60' -- produzione:Valsusa FilmFest)
Il Valsusa Filmfest da nove anni si occupa di curare e documentare la memoria
storica della Valle. Quest'anno ha deciso di "fermare" con un video autoprodotto
"I nostri anni migliori. Alcuni sindaci della valle di Susa si raccontano fra
politica e impegno" alcune testimonianze di ex Sindaci.
La legge 81/93, che ha limitato a due i mandati per coprire l'incarico di Primo
Cittadino, di fatto pone la parola fine ad esperienze importanti, soprattutto
nei piccoli Comuni in cui spesso i Sindaci sono stati in carica 15, 20, 30 anni.
Sindaci che hanno iniziato il loro mandato in giovanissima età
(spesso poco più che ventenni) ed hanno vissuto le trasformazioni sociali
contadine, industriali e post-industriali. Persone che hanno dedicato "una vita"
all'amministrazione della cosa pubblica, lavorando con passione, motivati da un
forte impegno civile e non sicuramente con l'obiettivo di "arricchirsi" in
termini economici: nei piccoli Comuni della nostra Valle, infatti, l'indennità
di carica è stata per anni "simbolica" e certamente non in grado di pagare tutte
le ore dedicate al Comune.
Sindaci e amministratori che sono stati in grado (grazie al lungo impegno profuso)
di conoscere alla perfezione la macchina amministrativa.
La restrizione ai due mandati ha provocato un acceso dibattito: è giusto mettere
un limite ai Sindaci quando altre cariche (Regione, Parlamento) non ne hanno?
Per contro, a fronte di una innegabile ricchezza di competenze messe in campo
da un sindaco che rimane per molti anni in carica, quale possibilità di crescere,
di innovarsi, di cambiare, può avere un paese governato per anni dalla stessa
persona?
Al di là del dibattito che si è aperto, il Valsusa Filmfest vuole ringraziare
tutti quegli amministratori che, lontani dal fare diventare l'impegno politico
una "professione" lautamente retribuita, hanno speso gran parte della loro vita
a servizio delle loro comunità.
In sala, alcuni protagonisti della nostra Storia
INGRESSO LIBERO
IL GUFO BUFFO
Favole di animali
di e con PAOLO E. GRASSO
DOMENICA 13 MARZO H.16.30
VILLARFOCCHIARDO, SCUOLE ELEMENTARI
Brevi racconti ispirati a favole di tutto il mondo, dove i protagonisti
sono animali che ci fanno comprendere con semplicità facili verità morali.
Scopriremo perché il camaleonte cambia colore, perché il coniglio ha il
codino così piccolo o perché la tartaruga si difende con un guscio.
I pupazzi-personaggi sono completamente costruiti con oggetti quotidiani
e materiale di recupero (spugne, imbuti, innaffiatoi, contenitori yogurt,
bottiglie, detersivo etc.).
Nel giugno 2003 lo spettacolo Favole di animali
vince il concorso Prima Vetrina Teatro di Figura del Piemonte per le seguenti
motivazioni espresse dalla giuria: L'originalità delle figure realizzate
con estro inventivo utilizzando materiali di recupero, l'animazione in
sintonia col gioco infantile, il rapporto diretto con i bambini, rendono
questo lavoro estremamente fruibile, coniugando creatività e semplicità.
MusicaFest 2005 - I edizione
A cura di ILIO AMISANO e Associazione MusicaViva
Dall'esperienza quasi decennale del Valsusa Filmfest, nasce l'esigenza di
approfondire aspetti che, pur non identificabili in un ambito strettamente
cinematografico, ci riconducono alle ragioni per cui il Filmfest è nato e
cresciuto in questi nove anni.
Allargare i punti "di vista" e "d'ascolto", per ritrovare quelle stesse ragioni
nelle proposte e nelle "invenzioni" del neonato MusicaFest.
Un piccolo festival dentro il festival, che proverà a raccontare, attraverso i
suoi musicanti ed i suoi cantori, il profondo legame che la "musica altra",
(come la definiva Roberto Leydi) ha con l'uomo e con la storia dei luoghi che
da secoli abita.
MusicaViva non poteva rimanere indifferente al richiamo di questa occasione di
incontro tra Cinema, Teatro e Musica, proprio in questa valle, così profondamente
intrisa dalla storia degli uomini che l'hanno vissuta ed amata e purtroppo anche
di quelli che, da Annibale fino al TAV l'hanno semplicemente "usata", pur non
avendo alcun diritto di farlo.
E allora anche noi saremo qui, con strumenti di strana fattura e voci forti,
per far sentire a tutti le nostre ragioni e la nostra voglia di vivere in libertà
ed in armonia con questa nostra terra.
TEATERFEST
A cura di BEPPE GROMI e Associazione Fabularasa
TeaterFest - III edizione
E' ormai tradizione l'appuntamento con la rassegna teatrale del Filmfest.
Il successo di pubblico dello scorso anno, ci ha indotto a riproporre spettacoli
per i ragazzi e le famiglie: un modo per r'esistere al monopolio della Tv e
riscoprire il linguaggio del corpo, il movimento della parola, la relazione
attraverso il gesto scenico, la possibilità di pensare in libertà.
Il teatro suggerisce e non impone, diverte senza manipolare, lascia sognare e
induce a riflettere.
Si allarga la presenza della rassegna sul territorio, con la promozione verso
il pubblico di Teaterfest di nuovi spazi e iniziative teatrali, come l'auditorium
"M.Magnetto" di Caselette che quest'anno ospita nell'ambito di Musin'art uno
spettacolo del nostro calendario: un modo per mettere in rete esperienze e
risorse, nella migliore tradizione del Valsusa FilmFest.
Riprende quest'anno la collaborazione con le compagnie della Valle: uno sguardo
sulla ricca esperienza e tradizione del teatro sul territorio.
Il tema sarà R'esistere, in un collage di piccole proposte che andranno in scena
nella serata del 1 Aprile, aprendo le porte ad un collaborazione che potrà
sfociare il prossimo anno in un esperimento a compagnie miste: un unico evento
che tenterà di fondere linguaggi ed esperienze.
SABATO 5 MARZO 2005 - Ore 21
"CINEMA IN VERTICALE:CONCERTO DI CHIUSURA"
Luigi Tessarollo Fulvio Chiara
Chitarra Tromba
"Musica del Piemonte
tra passato e presente"
Il concerto è il risultato di un progetto portato a termine dopo alcuni anni di
lavoro e ricerche. Si tratta dell'esecuzione in chiave contemporanea classica
e jazzistica di brani tratti da melodie note della cultura musicale popolare
piemontese. Un'operazione ancora irrealizzata fino ad oggi, con l'abbinamento
sonoro assolutamente inedito del duo Tromba-Chitarra Classica.
Il materiale compositivo, mutuato dalla storia della canzone piemontese e
storicamente eseguito in modo folcloristico, in questo progetto viene trattato
in modo particolare sia dal punto di vista armonico, che ritmico e melodico,
nella realizzazione di vere e proprie rielaborazioni originali per
Chitarra Classica e Tromba (inusuale abbinamento di cui non esiste, ad oggi,
letteratura), fruibili anche dal pubblico più profano non necessariamente di
cultura piemontese.
INGRESSO GRATUITO
Si ringrazia il Comune di Condove
VA DOVE TI PORTE IL PIEDE
Di e con LAURA KIBEL
Questo spettacolo di teatro di figura è l'unico in cui i "burattini" sono vivi,
in carne ed ossa; infatti i protagonisti dei brevi racconti senza parole che
compongono lo spettacolo, sono proprio le parti del corpo di Laura Kibel,
che veste e trasforma i suoi piedi, le sue gambe, mani, ginocchia ed altro
in fantastiche creature che amano soffrono e divertono.
Questa straordinaria tecnica si animazione sorprende e incanta ogni spettatore
che davanti ai suoi occhi vede le piante dei piedi trasformarsi in facce vive
ed espressive, o un ginocchio diventare una buffa capoccia pelata in un
susseguirsi di drammaturgie ironiche, poetiche o dissacranti.
Non servono parole per descrivere uno spettacolo che non usa parole.
Questo originale teatro visuale si avvale del sostegno di musiche di grande
suggestione e impatto, capaci di sottolineare il racconto gestuale superando
i confini della lingua. Per questo Laura Kibel porta il suo spettacolo anche
all'estero e si esibisce di fronte ad ogni tipo di pubblico, dai piccolissimi
delle scuole materne al pubblico adulto delle sale di teatro, fino all'abbraccio
eterogeneo della strada e della piazza. Grazie alla sua grande visibilità questo
spettacolo può avere fino a 500 o 600 spettatori avvalendosi di una struttura
praticabile alta, di una illuminazione e amplificazione adeguata e di una cornice
festosa di decine di valigie dipinte a mano. Ognuna di queste valigie contiene
una storia, una sorpresa, un'emozione nuova e inconfondibile.
Laura Kibel già polistrumentista, musicista, costumista e scenografa in cinema
e teatro, crea con le sue mani ogni elemento di scena, nasi, maschere, costumi
e oggetti, e cura personalmente la colonna sonora. Laura Kibel collabora
stabilmente con la Televisione Svizzera Italiana (TSI) nel programma per
l'infanzia "Peo" ed ha partecipato a diverse trasmissioni televisive italiane
come Uno Mattina (Rai Uno), Artisti di strada a Vigevano con Pippo Baudo
(Rete Quattro), Rai Sat, "Setteperuno" (Rai Uno), "Strano ma vero" (Italia Uno).
Con i suoi sketchs è stata la prima testimonial per TMI (Telecom Italia),
in videotelefonia, partecipando in tempo reale a fiere di telecomunicazioni
come il Cebit di Hannover, Brighton, Madrid, Las Vegas, Melbourne.
Giovedi 17 marzo alle ore 21
presso la biblioteca comunale di condove.
Per la sezione Immagini e Parole dal Mondo
LULA: LA NUOVA SPERANZA IN BRASILE
Proiezione del film "LASCIAMO IL PESSIMISMO A TEMPI MIGLIORI"
Di Federica Tourn e Nicola Avanzini (54')
Da San Paolo a Brasilia seguendo giorno per giorno il lavoro di Luigi Eusebi,
l'uomo chiamato da Lula in Brasile per sviluppare il commercio equo nel Paese:
un viaggio attraverso un Brasile meno noto, alla scoperta di piccole realtà
produttive. Le storie e la lotta quotidiana di quanti cercano di sopravvivere
senza venir schiacciati da una concorrenza spietata che non si preoccupa di
null'altro che del profitto.
E sullo sfondo un Brasile che, poco dopo la recentissima vittoria di Lula
(il video è stato girato nel dicembre 2003), sta vivendo un momento di grande
entusiasmo e di enormi aspettative: la riforma agraria sembra imminente e il
programma Fame zero è stato inaugurato e sta cominciando a dare i primi
risultati concreti. Un'occasione irripetibile per un Paese che cerca di
porre fine a secoli di sfruttamento e sottosviluppo.
GIGI EUSEBI è impegnato nella solidarietà internazionale e nei movimenti
nonviolenti; è tra le persone più impegnate per la promozione della banca etica.
Da anni si occupa di commercio solidale.
Tra le sue opere, A barriga morreu. Il genocidio degli Yanomami, Sonda,
Torino 1990.
Interverrà ALBERTO TRIDENTE, sindacalista Fim-Cisl, ex segretario nazionale
dell'Flm (la struttura unitaria cui diedero vita Fim, Fiom, e Uilm negli
anni '70, epoca d'oro dell'unità sindacale) con delega unitaria per i
rapporti internazionali. Per anni ha contribuito a definire le linee di
politica internazionale dell'Flm, indicando principi e forme per una
ollocazione internazionale del movimento sindacale unitario italiano.
Per questo divenne il primo e principale interlocutore italiano di colui
che è diventato il nuovo presidente brasiliano, Luiz Inàcio Lula da Silva.
Legato a Condove da ricordi ed esperienze giovanili, fece parte - insieme
ad Achille Croce - del gruppo che promosse la mozione del consiglio di
fabbrica sulla riconversione delle Officine Moncenisio, esempio che esportò
in altre realtà operaie italiane.
Ingresso libero
Per la sezione Immagini e Parole dal Mondo
IL CILE, DAL GOLPE AD OGGI.
GIOVEDÌ 24 MARZO ORE 21
Sala Consigliare Comune di Chianocco
PAOLO HUTTER presenta il suo
Diario dal Cile. 1973, 2003
Casa editrice il Saggiatore, Collana Terre/Idee, settembre 2004
"Quindici, venti minuti così e poi in ginocchio, in un corridoio scavato nel
cemento, grande, deve essere il ventre dello stadio, gli spogliatoi.
Non posso alzare la testa per guardare, rischio una legnata, ufficiali
e soldati ci passano di fianco, …"
Nell'agosto 1973, un giovane militante di Lotta Continua parte per il Cile
per conoscere l'Unidad Popular di Salvador Allende, un esperimento politico
lontano e quasi ignoto in Italia consigli di fabbrica, aziende nazionalizzate
o autogestite, movimenti a sinistra del governo. Poco più che ventenne,
Paolo Hutter è testimone dei cortei pro e contro Allende, dello sciopero
indetto dalla destra per paralizzare un'economia già sofferente.
Scrive quello che vede e invia articoli al quotidiano del suo movimento.
Fino all'11 settembre, il giorno del colpo di Stato di cui tutti parlavano
da mesi ma che quasi nessuno aveva preso sul serio. Quattro giorni dopo, il
giovane corrispondente militante cade nella rete dei rastrellamenti compiuti
dai militari golpisti: i carabineros lo arrestano e lo conducono nell'Estadio
nacional della capitale, campo di concentramento improvvisato del neonato
regime, per sempre simbolo della spietata dittatura di Pinochet. Rimarrà
immerso per quasi un mese in quell'umanità schiacciata, ma viva e solidale.
I diari di quei giorni, basati su annotazioni prese su pacchetti di sigarette
fortunosamente scampati alle perquisizioni, appaiono su Lotta Continua negli
ultimi mesi del '73. A metà tra giornalismo militante e racconto di formazione,
oggi sono ripubblicati come testimonianza viva dei valori e del linguaggio di
quel tempo insieme ad articoli e interviste scritti in occasione del trentennale
del golpe, quando l'autore è tornato in Cile per riprendere il filo di un
discorso spezzato dalla violenza. Il diario del 2003 si apre con il concerto
in memoria di Allende nello stadio della prigionia e racconta spicchi del
Cile di oggi per capire che cosa viene dopo l'antinomia tra Allende e Pinochet.
Ingresso libero
22-23-24 Aprile 2005, Cascina Villar Focchiardo,Condove
La Cascina del doc
Il Valsusa FilmFestival presenta la seconda edizione della " Cascina del doc",
workshop di tre giorni sul cinema documentario.
Quest'anno il seminario sarà tenuto dal regista Leonardo di Costanzo che
coordinerà e dirigerà le discussioni con i 15 autori/registi selezionati.
Si tratterà di un'occasione per riflettere insieme ad altri sul proprio
progetto di film, cercare di focalizzare l'idea di base, evidenziare il
punto di vista, immaginare una forma narrativa, con i consigli e l'esperienza
di uno dei più importanti registi del panorama documentario europeo.
Per poter partecipare è necessario inviare un progetto di film documentario
di max 2 pagine che contenga una breve sinossi e il dispositivo narrativo
immaginato, più un breve curriculum.
I progetti dovranno essere inviati per email all'indirizzo filmfest@toth.it,
con oggetto "la cascina del doc", entro il giorno 11 Aprile.
Ai partecipanti selezionati verrà chiesta una quota di 50 euro, comprensiva
di iscrizione al workshop, pernottamento, prima colazione e pranzi.
per info 348 8110473
Leonardo Di Costanzo
Nato a Ischia nel 1958, dopo aver studiato agli Ateliers Varan di Parigi,
nel 1991 partecipa con il corto In nome del Papa all'opera collettiva
"Premières Vues" e nel 1993 alla serie "La Roue".Nel 93 entra far parte
dell'equipe pedagogica degli Ateliers Varan. Nel 1994 fonda insieme al
regista Rithy Panh un centro di formazione per documentaristi a Phnom Penh,
in Cambogia poi realizza il documentario Viva L'Italia. Ha poi diretto Prove
di Stato (1999) e Les mots de l'architect-Lacaton et Vassal (1999).
Il suo ultimo documentario, A scuola (2003), è stato presentato nei
principali festival internazionali ricevendo numerosi premi e riconoscimenti,
tra cui:
Primo Premio al Filmmaker Film Festival di Milano 2003;
Premio Arca Cinema Giovani alla 60° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia;
Mention Prix des Bibliothèques al Festival Internazionale Cinéma du Réel,
Parigi 2004, Prix Egli Film &Video al Festival Internazionale Visions du Reel
,Nyon2004 Gran Prix Festival Internazionale Doclisboa, Lisbona 2004
SABATO 2 APRILE - RIVOLI
MAISON MUSIQUE
Ore 21.00
"Riccardo Tesi e Patrick Vaillant, con Marco Fadda"
Un trio veramente d’eccezione, composto da due artisti di livello internazionale,
uno italiano e l’altro francese, entrambi profondi conoscitori della tradizione
della loro terra, da lungo tempo compagni e complici di un modo di fare musica
che non scende a compromessi, ne sottostà a logiche di mercato.
Con loro per l’occasione Marco Fadda, percussionista di grande livello tecnico.
Tutti figli di quella tradizione popolare che ha alimentato la loro
passione e li ha portati a livelli tecnici che sfiorano il virtuosismo, senza
che mai abbiano perso di vista la ragione profonda da cui nasce la loro musica,
ovvero l’amore per la loro terra.
Compositore, strumentista, ricercatore: queste le anime della complessa e
poliedrica personalità artistica di Riccardo Tesi, autentico pioniere
dell'etnica in Italia.
Dagli esordi decisamente folk nel 1978 al fianco di Caterina Bueno, alle
odierne collaborazioni (da non dimenticare quelle con De Andrè e Fossati),
alla storia musicale del pistoiese, Tesi vive di una preziosa continuità fatta
di passione e di curiosità onnivore, che dalla tradizione toscana lo ha
accompagnato al confronto con quelle italiane, basche, inglesi, francesi
e malgasce, con il jazz, il liscio e la canzone d'autore.
In perfetta simbiosi con la sua poetica della memoria, il suo strumento:
l’organetto diatonico, antenato della fisarmonica, al quale per primo in Italia,
ha consacrato un intero disco.
Dal 1992 è il leader fondatore di Banditaliana che attualmente è considerata
una delle formazioni più importanti del panorama world internazionale.
Patrick Vaillant, mandolinista- compositore, è riconosciuto in ambito
internazionale per la sua originalità e la sua creatività.
Pioniere della ricerca e della riproposizione delle musiche tradizionali
della sua terra, ne cura la rilettura, gli arrangiamenti e la contaminazione
con altri generi in modo estremamente particolare.
Marco Fadda può essere considerato oggi uno dei percussionisti italiani più
richiesti in ambito etnico.
Nell' arco di sedici anni di attività ha superato le conoscenze di base
della percussione moderna (scuola brasiliana e cubana), approfondendo anche
le percussioni africane e, fra i pochi in Italia, mediorientali ed indiane.
La vittoria della prima
edizione del PercFest, il concorso internazionale intestato a Naco,
gli apre la strada a collaborazioni con importanti artisti italiani e stranieri.
Parallelamente porta avanti l’attività della sua band Avarta, con cui
incide due album, "Terre" e "Cocci di mare"
Ingresso libero
Per gli appuntamenti di TeaterFest
DOMENICA 3 APRILE - ALMESE - P.zza Martiri - h. 15.00
DANTE CIGARINI
Con
IL CIRCO degli ASINELLI
E
L’UNGUENTO MIRACOLOSO
Spettacolo per bambini e famiglie - Durata 60 minuti
Il Circo degli Asinelli (si chiama "circo", ma avrebbe anche potuto chiamarsi
"incontro" con gli asinelli...) è un'iniziativa di intrattenimento che intende
tutelare e valorizzare gli asini portandoli nelle piazze, facendoli conoscere
alla gente, mettendoli a contatto con i bambini.
Sfruttando le caratteristiche fisiche e comportamentali degli asini (di taglia
ridotta, morbidi da toccare ed accarezzare, pazienti, lenti nei movimenti ed
inclini ad andature monotone e controllate) è possibile offrire ai bambini
degli ottimi compagni di gioco: salendo in groppa agli asini e passeggiando
insieme a loro, i bambini imparano a conoscere, rispettare ed amare questi
animali straordinari.
Uno struzzo parlante di nome Snorkel annuncia la scoperta del secolo:
l'Unguento Miracoloso.
Grazie a questa magica pozione, in grado di fare "volare" i papà e le mamme,
i bambini scopriranno i magici poteri dei loro genitori, che si trasformeranno,
anche se solo per pochi minuti, in veri e propri super-eroi.
Lo spettacolo, rivolto ai bambini di tutte le età con il coinvolgimento
attivo dei genitori, utilizza diversi linguaggi narrativi ed ha come attore
coprotagonista un maxi-pupazzo realizzato con piume, stoffa e lattice di gomma.
DANTE CIGARINI è burattinaio e "raccontafavole".
Dal 1988, produce e realizza spettacoli per bambini sviluppando un cammino
di incontro e fusione tra discipline artistiche diverse:
teatro di figura, clownerie, improvvisazione musicale, ventriloquismo.
Nel corso della sua esperienza, che sta portando in tutta Italia, è stato
ospite di trasmissioni televisive RAI e MEDIASET ed ha partecipato a rassegne
e festival internazionali di TEATRO RAGAZZI.
E' autore di libri e pubblicazioni per ragazzi:
La valigia delle meraviglie (ELLEDICI ), Pierin Fagiolo (CREATIV), Francìgena
(P.G.BO.).
E' direttore artisticode Il Circo degli asinelli, spettacolo di piazza ispirato
al mondo del teatro viaggiante e degli artisti girovaghi.
E' amministratore de La Scatola Magica, azienda che progetta, produce e realizza
eventi culturali e di spettacolo avvalendosi della collaborazione di uno
staff di professionisti
del settore.
Ingresso libero
GIOVEDÌ 31 MARZO ALLE ORE 21
PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI CONDOVE.
Per la sezione Immagini e Parole dal Mondo
UNO SGUARDO SUL CHIAPAS
proiezione dei documentari:
Il re di Zinacantán, ideazione e realizzazione di Antonio Coello
Come Appresi a lavorare a cura di Melel Xojobal
Keremetik cerca autonomia: Pedro Daniel López López
Più che una rassegna di documentari, questa è una rassegna di documenti che
testimoniano umanità.
In questi video, la parola R’esistere assume la valenza di ricerca di una vita
dignitosa da parte di giovani esponenti delle attuali comunità maya del sud est
messicano. Indigeni dietro la cinepresa, indigeni attori che interpretano le
proprie storie, bambini indigeni che partecipano alla costruzione di un cartone
animato che mette in scena storie di vita da loro stessi raccontate.
Sogni, paure e progetti sono i veri protagonisti di un percorso educativo che
vede bambini di strada e sfollati cercare di uscire da una marginalità storica
e dalla guerra (ribellione indigena del 1994), accettando la sfida della
comunicazione e l’utilizzo di tecnologie avanzate.
Tra i tanti altri che hanno partecipato a questo coraggioso viaggio,
menzioniamo Pedro Daniel López López e José Miguel Hernández che hanno scelto
di dare voce a sé e alla propria gente.
Dietro questi documenti c’è un grande e generoso impegno che ha visto volontari,
Ong messicane e italiane (Li sbon max, Melel, Mondincontro con Maria Cristina
Manca e Pia Köhler), istituzioni accademiche (Ciesas sureste- Centro di ricerche
e alti studi in antropologia sociale, con il coordinamento di Leyva Xochitl e di
Axel Köhler) e giovani registi come Antonio Coello .
Durante la serata interverranno: Ugo Bracco che ha lavorato nell’associazione
Li sbon max con i bambini di strada; Bruno Alpe che ha viaggiato nella Selva
Lacandona e ha contribuito con attività didattiche e di cooperazione a costruire
la "Casa de todos", centro di incontro e formazione comunitaria; Marina Mancini
che ha partecipato a progetti di solidarietà e di adozione simbolica di bambini
indigeni; Piero Gorza che lavora e studia da quindici anni in quelle terre.
Ingresso libero
TEATRO DELLA MEMORIA
a cura di Marco Alotto
MARTEDI’ 28 DICEMBRE 1943, accadde quel giorno
uno spettacolo di Marco Alotto per commemorare i 60 anni dalla Liberazione.
La Moncenisio, la linea ferroviaria Torino-Modane, i Cotonifici Valle Susa,
la terra coltivata, La Resistenza...un percorso teatrale attraverso la memoria
storica della Valle di Susa
"L'importanza strategica della Val di Susa era legata principalmente alla sua
posizione ed alla linea ferroviaria Torino-Modane, a doppio binario, che dopo
l'8 settembre rappresentò per il comando germanico la più breve, comoda e sicura
via di comunicazione tra le zone occupate dell'Italia settentrionale e della
Francia sud-orientale e centrale.
(...)Dopo continui atti di sabotaggio in media e bassa valle che ottennero
risultati limitati, in quanto i tedeschi ripararono rapidamente ponti e tratti
di strada ferrata, il Comando partigiano di valle scelse in alta valle il ponte
da sabotare, dove il terreno è più impervio, i trasbordi di materiali risultano
impossibili, le riparazioni e le costruzioni si effettuano con difficoltà.
Per il nuovo "colpo" venne quindi scelto, dopo parecchi giorni di sopralluoghi
estenuanti e pericolosi effettuati dall'ing.Bellone e da Don Foglia, il viadotto
dell'Arnodera, costruito su un profondo torrente, all'uscita di una galleria
poco a monte di Meana, con pianta leggermente in curva, ad unico binario,
in muratura ben conservata, lungo circa 80 metri, a cinque arcate poggianti
su quattro pilastri, dei quali, quello centrale alto quasi trenta metri.
Quando il piano, scrupolosamente preparato, fu pronto, si passò all'azione.
L'esplosivo, il TN, fu trasportato su un carro agricolo da Villardora a
Mompantero, dove venne sistemato in otto casse di peso variabile da
75 a 150 kg (otto quintali in tutto), tutte innescate con doppio detonatore.
Il 28 dicembre 1943 le casse vennero trasportate nelle vicinanze del ponte
(benché in quel giorno i tedeschi rastrellassero la zona), dove giunsero circa
venti partigiani della formazione di Ghiano, provenienti da Mompantero,
per iniziare l'operazione. (...)"
La memoria prende avvio da questo episodio, per snodarsi oltre i confini di
Valle attraverso la Storia e le piccole storie di donne, di uomini e bambini,
in quella notte di Martedì, 28 dicembre 1943.
Sequenze
GUIDO GIORDANO
MOSTRA PERSONALE
Bardonecchia -Palazzo delle Feste
19 marzo-25 aprile
Uomo schivo Guido Giordano. Refrattario alle troppe parole, alle parole inutili.
L’opulenza in senso lato lo infastidisce, ogni gesto, ogni movenza deve avere un
significato ben preciso, niente al di là della sola purezza. Invece un bello
sguardo, puro appunto. Occhi diretti negli occhi degli altri.
A malincuore parla di sé.
Quasi giustificandosi, dice di non amare i viaggi. Quelli reali.
Ma la sua opera è tutto un viaggio, continuo, interiore, di ricerca.
Più che artista, parola di vasto respiro e molteplici sfaccettature, preferisce
essere definito un bravo artigiano.
E con altri artigiani spesso collabora.
Il suo saper fare "manuale" è supportato dagli studi "ideali" di architettura,
così che la sua formazione risulta quella di un "uomo rina-scente" che sa far
convivere il bello con l’utile.
Molti dei suoi lavori infatti, hanno anche una funzione pratica.
Come artigiano indaga la natura - i materiali, i pigmenti- e come architetto
trasforma l’arte in mìmesi - imitazione - della natura.
Il suo è un lavoro di ideazione, di progettazione e di realizzazione dei propri
manufatti; di ricerca, di sperimentazione, di applicazione ed uso di antiche e
nuove tecniche sui materiali più disparati.
Manipola i metalli e le terrecotte, il legno e la gomma, gli elementi di più
recente costituzione, affidandosi alla propria capacità artistica e gusto estetico e, amalgamandoli
con sperimentazioni tecniche, ottiene contaminazioni che sono contemporaneamente
punti di arrivo e punti di partenza per nuovi giuochi e nuove ricerche.
Nei suoi segni, nei suoi graffi si riconoscono antichi idiomi, riferimenti
antropici, altri vissuti.
Si capisce che il legame è passato attraverso un cordone ombelicale che si
trasmette da uomo a uomo, da generazione a generazione, da etnia ad etnia.
Il segno come elemento conduttore sia nelle opere di grafica, che di pittura e
di scultura, è sempre scarno,
ma spesso ripetuto, come continua ricerca di sé, elemento che si insegue,
s’incastra, si collega senza soluzione di continuità, senza inizio e senza fine,
dando alla materia sulla quale è trascritto il ruolo di nastro trasportatore
alla ricerca di ciò che è ancora sconosciuto.
Daniela Vighetti
La mostra osserverà i seguenti orari: dalle 16 alle 19
dom20, sab 26, dom 27 lun 28 marzo
Sab 2, dom 3, sab 23, dom 24 e lun 25 aprile
Frattaglie di Vita
MAURO TRUCANO
al castello della Contessa Adelaide a Susa
PITTURA, PAROLE, MUSICA E VIDEO
Inaugurazione sabato 2 aprile, h. 16.30
«Prima regola, non arrendersi. Dare battaglia, sempre: per resistere,
testimoniare, dire, piangere, gridare. Non cedere al silenzio, non morire».
Con questo impegnativo biglietto da visita, dopo le recenti escursioni
sperimentali e multimediali a Catania e Palermo, il "combat painter"
valsusino Mauro Trucano torna a casa e presenta anche al castello di Susa
"Frattaglie di vita", una mostra assolutamente singolare dove i dipinti si
fondono con testi, musiche e immagini proiettate su video.
Voci, volti e grida, umanità sofferente, lacerazioni metropolitane, implosioni
a catena, denunce senza appello dipinte con pietà e rabbia: tele che gridano,
acquerelli che urlano.
Il tutto, sigillato da un segno pittorico unico, di immediata forza emotiva.
«Video, musica e testi - sottolinea Trucano - spesso "entrano" nei quadri stessi,
divenendone una fondamentale componente energetica. E’ un esperimento certamente
interessante, innovativo, emozionante: testo e musica sono per me una sorgente
insostituibile».
I contributi non pittorici sono elaborati insieme a "Libre", gruppo di lavoro
artistico nel quale opera Trucano:
«Tra di noi c'è uno scambio continuo di suggestioni forti, di energia:
sono veramente felice di questa collaborazione, che dilata le possibilità della
pittura mettendo al primo posto il valore emozionale dell’arte come gesto etico.
Contro l’indifferenza di un mondo confuso, egoista, pieno di ingiustizie».
Artista emergente nello scenario torinese, reduce da esposizioni in Italia e in
Europa, Trucano resta legatissimo alla valle di Susa, cui ha dedicato il
sorprendente video "Vals’usa", segnalato al Torino Film Festival tra le
pellicole più interessanti della sezione "Spazio Italia": il pittore, immerso
in una vasca da bagno ricolma di Campari sistemata all’aperto in mezzo a un
prato, si avventura in un monologo poetico ed esilarante sul rapporto fra arte
e territorio. La sua ironia al vetriolo è l’arma più immediata - anche sulle
tele - per colpire il pubblico al cuore: in un universo pittorico frammentato
e lancinante, gremito di vecchie glorie del jazz e grandi boxeur, umanità
sofferente, lampi metropolitani, nostalgie punk, tenerezze improvvise e nuovi,
quotidiani eroismi.
La mostra, sarà aperta fino al 17 aprile. Ingresso libero.
Venerdi 8 aprile Villar Focchiardo
Cascina Roland ore 21
Incontro con altri piccoli festival
Saranno nostri ospiti:
Corti a Sud da Polla (SA)
Biancofilmfestival da Perugia www.biancofilmfestival.it
ConcorsoFilm da Pontassieve (FI)
Documé di Torino www.docume.org
I festival/rassegne invitati hanno come comune denominatore l'essere piccole
(ma grandi) iniziative che hanno tra le proprie motivazioni l'attenzione al
territorio, al sociale, alla memoria storica.
Durante la serata ogni festival racconterà la propria storia, le finalità,
le difficoltà, gli sviluppi futuri... insomma sarà un'occasione per scambiarsi
idee ed esperienze e mettere le basi per creare una rete di piccoli festival.
Durante la serata ciascun festival presenterà uno o più video che ritiene
significativi e rappresentativi.
Corti a Sud
Sarà presente Florinda Priore, presidente dell'associazione L'Eternauta che
organizza il festival.
Video di circa 20' della sezione del concorso 'Sud'.
Biancofilmfestival (DVD)
Sarà presente Laura Massidda dell'associazione Prhomosapiens che organizza
il festival
Video:
PREMIO FICTION BIANCOFILMFESTIVAL 2003
Titolo: 4°
Regia :ENNIO RUFFOLO e FABIO FIANDRINI
Durata:4 minuti
Sinossi:LA PRESA DI COSCIENZA DELLA MORTE NEI 4 SECONDI CHE SEGUONO IL
DECESSO, SULLO SFONDO DI UN VIOLENTO INTERNO FAMILIARE.
PREMIO ANIMAZIONE BIANCOFILMFESTIVAL 2003
Titolo: TENGO LA POSIZIONE
Regia :SIMONE MASSI
Durata: 4 minuti
Sinossi: NON LA SMETTE MAI DI RESISTERE;STA,IN MEZZO ALLA NEVE E AL
SILENZIO, OSTINATAMENTE A TENERE LA POSIZIONE.
PREMIO FICTION BIANCOFILMFESTIVAL 2004
Titolo: SOGNOVIVENDO
Regia: STEFANO NICOLI
Durata: 4 minuti
Sinossi: IL CORTO CERCA DI RAPPRESENTARE IL CONFINE TRA RLA REALTA' E IL
SOGNO: IL "SOGNOVIVENDO"DI UN RAGAZZO DISABILE.
ConcorsoFilm (miniDV)
Sarà presente Marco Lodovichi, direttore artistico nel 2002-2003.
Video:
Titolo: SIN OPCION
Regia, soggetto e sceneggiatura: EMANUELE GEROSA
Montaggio: TXIKI MONTAN, EMANUELE GEROSA
Colonna sonora originale: SINFOART
Interpreti: Daniel IBANEZ, ENRIC GARCIA, FRAN CARNACEA, PAULA MIRALLES,
CATI AMOROS, MAITE SANCHEZ, MARTA CORTES, MARINA DIAZ
Anno di produzione: 2003
Durata: 17'
Sinossi: Tomas Bermell, un riconosciuto scienziato del Centro di Ricerca del
Governo, vede la sua vita cambiare radicalmente quando incontra un presunto
sabotatore, membro del gruppo di resistenza del sottosuolo. Da questo momento
passato e presente si mescolano in una corsa sfrenata contro il proprio destino.
Biografia dell'autore: Nato a Rovereto (TN), laureato in Storia Contemporanea
a Bologna, lavora attualmente in Spagna come freelance occupandosi di regia e
montaggio per pubblicità, programmi televisivi e documentari.
Filmografia dell'autore: Cromometraggio (2001), Bianchi Riflessi (2001),
Sin Opcion (2003)
SABATO 9 APRILE
Exilles - circolo ricreativo Cels -
h. 21.00
"Altertrad"
Serata di musica e danze della tradizione alpina
Il gruppo Altertrad, di recente costituzione, nasce dalla collaborazione di
alcuni musicisti di diversa formazione musicale, alcuni dei quali provenienti
da una lunga esperienza nel campo della musica tradizionale. Propongono un
repertorio che trae spunto dalle "musiche da ballo" tipiche dell'area alpina,
a cavallo tra '800 e primi '900. Curente, gighe, scottish, valzer, mazurche,
rigodon, e molte altre danze tradizionali delle valli alpine Occitane e
Francoprovenzali , riproposte in una veste insolita che vede strumenti
"popolari", come organetto (semitoun), clarinetto e cornamuse, insieme a
strumenti considerati più "colti", come violino e violoncello, anch'essi però
molto spesso utilizzati dai musicanti tradizionali fino ai primi anni del '900.
Ingresso libero
domenica 17 Aprile - villar Focchiardo
L'homme qui plantait des arbres (L'uomo che piantava gli alberi)
di Frèdèric Back, Canada 1986, durata:30 minuti.
Soggetto tratto dal romanzo omonimo di Jean Giono, voce originale: Philippe Noiret,
doppiata in italiano da Omero Antonutti. Il film è la versione cinematografica di
un racconto di Jean Giono.
Il protagonista, Elzèar Bouffier, è un pastore provenzale solitario e
ispirato che dedica pazientemente la sua vita alla creazione di una foresta
laddove le montagne offrivano soltanto aridi paesaggi di roccia. Il
narratore, affascinato dalla personalità del pastore, torna più volte su quelle
montagne per assistere alla straordinaria trasformazione del paesaggio, della vita
di quei luoghi e della rinascita, soprattutto morale,
dei suoi abitanti. L'opera, che esprime con la massima forza e suggestione
l'impegno e la spinta morale di Back, è anche il trionfo della sua grafica
raffinata, splendente ma estremamente discreta, guidata, nel ritmo lento e
affascinante, dalla liricità del testo di Giono e dalla suggestione della
voce narrante di Philippe Noiret. Il film ha ottenuto 32 premi tra i quali
l'Oscar per il cortometraggio d'animazione e il Gran Premio al Festival di
Annecy. Così commenta Back l'impresa del suo protagonsta: "Il più piccolo gesto,
nella volontà di contribuire, può cambiare la faccia della terra."
Sabato 16 Aprile Condove
Biblioteca Comunale Ore 21
Incontro con Fausto Amodei
Compagno cittadino,/ fratello partigiano,/ teniamoci per mano/ in questi giorni
tristi:/ di nuovo a Reggio Emilia,/ di nuovo là in Sicilia/ son morti dei
compagni/ per mano dei fascisti.
Di nuovo, come un tempo,/ sopra l'Italia intera/ urla il vento e soffia la bufera.
A diciannove anni/ è morto Ovidio Franchi/ per quelli che son stanchi/ o sono
ancora incerti./ Lauro Farioli è morto/ per riparare al torto/ di chi si è già
scordato/ di Duccio Galimberti.
Son morti sui vent'anni,/ per il nostro domani:/ son morti come vecchi partigiani.
Marino Serri è morto,/ è morto Afro Tondelli,/ ma gli occhi dei fratelli/ si son
tenuti asciutti./ Compagni, sia ben chiaro/ che questo sangue amaro/ versato a
Reggio Emilia/ è sangue di noi tutti: Sangue del nostro sangue,/ nervi dei nostri
nervi,/ come fu quello dei fratelli Cervi.
Il solo vero amico/ che abbiamo al fianco adesso/ è sempre quello stesso/ che fu
con noi in montagna/ ed il nemico attuale/ è sempre e ancora eguale/ a quel che
combattemmo/ sui nostri monti e in Spagna, /Uguale è la canzone/ che abbiamo da
cantare:/ Scarpe rotte eppur bisogna andare. Compagno Ovidio Franchi,/ compagno
Afro Tondelli,/ e voi, Marino Serri/ Reverberi e Farioli;/ dovremo tutti quanti/
aver, d'ora in avanti,/ voialtri al nostro fianco,/ per non sentirci soli. Morti
di Reggio Emilia,/ uscite dalla fossa,/ fuori a cantar con noi Bandiera rossa,/
fuori a cantar con noi Bandiera rossa!
(Per i morti Reggio Emilia, F. Amodei ,1961)
Cantautore e studioso di musica popolare, Fausto Amodei nasce a Torino dove fin
da giovane milita nel movimento laico di sinistra Unità Popolare, organizzato
intorno a Ferruccio Parri. Laureatosi in Architettura, scopre alla fine degli
anni Cinquanta il repertorio dello chansonnier francese Georges Brassens, da lui
in parte tradotto in dialetto piemontese. Con Michele Straniero, Giorgio De Maria,
Emilio Jona, Sergio Liberovici e altri musicisti e letterati, fonda il movimento
dei Cantacronache nel 1958. Durante gli anni sessanta continua a incidere sue
canzoni, o rielaborazioni di canti popolari con il Nuovo Canzoniere Italiano,
per i Dischi del Sole. Nel 1975 riceve il Premio Tenco insieme a Vinicius de
Moraes, Umberto Bindi, Fabrizio De André, Enzo Jannacci e Francesco Guccini.
Negli ultimi anni si è defilato da concerti e rassegne pur continuando ad
alimentare il suo interesse per la canzone d'autore.
Ingresso libero
VENERDI 25 MARZO H.21.00
Salone polivalente
Comune di CESANA (TO)
LAURENT CAVALIE'
MUSICHE, CANZONI E STORIE DELLA TRADIZIONE OCCITANA
nella Francia del Sud
Musicista e cantautore popolare di Carcassonne, nella regione delle Linguadoca (Francia).
Presenta uno spettacolo di grande suggestione emotiva, che alterna momenti di
intimità a momenti di energico coinvolgimento. Storie, canzoni e musiche di una
terra che ha vissuto gli avvenimenti più significativi della storia del popolo
occitano, fin dai tempi delle crociate contro i Catari.
Canti popolari e canti d'autore fra giochi di ritmo e parole:
Laurent Cavalié, solo in scena con il suo accordeon, ricicla il folklore così
come altri fanno con gli scarti, quelli con cui la nostra società riempie le
pattumiere delle sue città e della propria memoria.
Lui, il pattume, lo rovescia sulla pubblica piazza, lo mischia con il repertorio
del suo paese e rimodella canzoni, prodotti derivati dall'agri-cultura biologica,
non certificati ma forti del loro compito d'invenzione e memoria.
Laurent Cavalié esprime la sua passione culturale attraverso la musica, la voce
e la ricerca, esplorando il repertorio dei canti tradizionali occitani e
conservando il carattere potente di queste melodie cariche di storia e di emozioni.
Laurent non offrirà solo un concerto, ma un vero dialogo tra un'artista profondamente
"popolare" ed un pubblico che non potrà non cogliere l'anima delle sue canzoni e
dei suoi racconti, restandone irrimediabilmente coinvolto.
Ingresso libero
12 Aprile al Cinema Comunale di Condove - ore 21
LA GRECIA DEI COLONNELLI
(21 aprile 1967 - 24 luglio 1974)
incontro con GHIORGO GATOS giornalista, scrittore, rifugiato politico a
Torino durante la dittatura
Interviene Amalia Kolonia dell'Università degli Studi di Milano
ANIMAZIONE TEATRALE ispirata alla lotta degli studenti del Politecnico:
il 17 novembre del '73 l'ormai agonizzante regime fascista dei colonnelli
(cadrà nel '74) represse violentemente, facendo entrare i carri armati, la
rivolta degli studenti del Politecnico di Atene: 34 morti e oltre mille feriti.
(brani tratti dal libro di Ghiorgos Gatos "Politecnico '73 - Reportage dalla storia)
A cura di: Luciano Gallo, Elisa Frisaldi, Vito Lasaponara - Regia di Emanuela
CapursoProiezione di materiale cinematografico - danza - musica
Ghiorgos Gatos, redattore di politica interna ed estera, analista e articolista,
è nato ad Amfissa nel 1931. Ha studiato alla Facoltà di Giurisprudenza di Atene
e ha seguito seminari e corsi di scienze politiche e storico sociali in Italia
e in Francia. Si è occupato di reportage politico e storico e della ricerca
storica e sociopolitica sulla Grecia moderna. E' stato autore di grandi servizi
giornalistici come corrispondente nelle dittature dell'America Latina, in
Nicaragua, Cile, Cina, Corea, nell'Unione Sovietica e in Polonia, nei Paesi
dell'Europa Orientale ed occidentale, dell'Estremo e del Medio Oriente, in
Austria e in Africa, e ha raccontato grandi avvenimenti politici internazionali,
come il Ventisettesimo Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica,
gli incontri Reagan-Gorbaciov e altri…Ha preso parte a forum e a molti congressi
internazionali e ha svolto grandi inchieste giornalistiche su vari temi temi:
sul ruolo della monarchia greca ("Dimocratikì Allaghi") e sul revisionismo della
storia greca ("Ta Nea") sulle dittature latino-americane ("Ethnos").
Redattore della voce sulla storia della Grecia moderna per le enciclopedie
"Papiros Larousse", "Enciclopedia Sovietica" e per il "Dizionario Biografico
Universale". Ha pubblicato studi e saggi sulle riviste: "Rivista d'arte",
"Epoche", "Contro", "Tempo", "Quaderni", "Lettere Etoliche" ed altre…
E' stato capo redattore del periodico della Gioventù Lambrakis, "I quaderni della Democrazia". Ha lavorato nei giornali: "Avghì", "Dimocratikì Allaghi", "Rizospàstis", "Ta Nèa" e "Ethnos". Ha collaborato con la stampa d'opposizione alla dittatura dei colonnelli, i giornali "Patria Libera" e "Grecia Libera" a Roma.
Durante la dittatura militare fu condannato e privato della cittadinanza greca.
E' stato rifugiato politico a Torino e, in questo periodo, ha organizzato e
diretto la Biblioteca "Pablo Neruda" di Grugliasco, oltre ad essere stato punto
di riferimento per i rifugiati in Italia. Da ultimo ha organizzato la Biblioteca
di Anfissa.
Ha pubblicato i volumi:
- "Scritti inediti dei Grivas" - Atene 1963
- "Alexandros Delmùzos e il suo tempo"- Atene 1964
- "Memorandum inedito di Alessandro Delmuzos ad Eleuterio Venizelos"- Atene 1964
- "Storia di Yannina" - Atene 1965
- "La Polonia: punto e a capo" - Atene 1983
- "Politecnico 1973 - Reportage dalla storia" Prima ed. Atene 1983, ultima Atene 2004
- "Missione Perestroika - Tre versioni: Unione Sovietica, Cina popolare, Nicaragua"- Atene 1989
- "La grande passione del demoticismmo educativo:
41 lettere di Dimitris Glinoòs ad Alessandro Delmuzos"- Atene 2003
- Con altri autori "Yannis Ritsos: Epitaffio Makronissos" edizioni Guanta - Parma 1970
"SCAPOLE SENZA PIUME"
Spettacolo teatrale per bambini dai 5 ai 10 anni
Caselette - Auditorium M.Magnetto - domenica 10 aprile - h. 17.00
Ingresso: 3€
Produzione: Teatro PraTIKo, Merano
Regia: Giovanni Calò
Attori: Evi Unterthiner e Giovanni Zurzolo
Musicista: Christian Unterthiner
Assistente tecnico: Georg Mutschlechner
Al tramonto due ragazze fanno una passeggiata. Di colpo una ragazza vede un
pipistrello e grida:
"Guarda, guarda!" La seconda ragazza alza lo sguardo, vede il pipistrello ed
urla spaventata: "Che schifo!". Un po' più lontano camminano due topi.
Il topo più grande vede il pipistrello e grida:
" Guarda, guarda!" Il topo più piccolo guarda verso il cielo e, con sorpresa,
grida: "Un angelo!".
Non sempre quello che si vede esiste, e non sempre quello che esiste si vede.
"Scapole senza piume" è la storia del Sogno dei Sogni: il desiderio di volare!
Un viaggio "lunare" nel mondo degli Esseri Alati, dagli uccelli agli angeli.
Uno spettacolo grottesco- burlesque di immagini e musiche.
Non è parlato, fatto eccezione per Pulcinella (burattino), il Professore
(specialista d'anime e angeli) e la moderatrice (illusionista dell'uovo).
Per il resto è tutto affidato alla capacità e vocativa dei corpi e delle azioni
degli attori.
"Scene semplici" che diventano metafora per far vedere certi simbolismi e miti,
come per esempio il mito di Icaro. I bambini, che forse questi simboli non li
percepiscono, si divertono mentre gli adulti hanno uno stimolo per riflettere.
Il tema: Gli angeli e il mondo degli uccelli.
La storia si pone il vecchio problema: "E' nato prima l'uovo o la gallina?"
L'uovo è l'inizio o la fine? E cosa troviamo in mezzo? Cosa collega l'inizio
con la fine?
L'uovo cosmico è destinato veramente a fare la fine di una frittata?
Senza nascita non c'è morte e viceversa in un continuo susseguirsi.
E dopo la morte arrivano gli angeli? O si diventa angeli?
Con piccole e semplici scene abbiamo voluto rispondere a queste domande.
Workshop animazione nelle scuole medie e superiori
3/3/2005 e 9/3/2005
Relatore: Tommaso Cerasuolo
Obiettivo di questa proposta è quello di promuovere la conoscenza delle tecniche
di base del cinema d'animazione (animazione 2d, stop-motion, animzione digitale
3d), dei principi del movimento, della ripresa a passo uno, degli stili e degli
artisti che hanno fatto la storia del cinema d'animazione, sia nel campo dei
grandi studios come nel cinema d'autore. Obiettivi secondari sono la possibilità
di fornire ai giovani un linguaggio critico rispetto a un prodotto di largo
consumo come quello dell'animazione per bambini o adolescenti, verificare la
presenza sul territorio di "talenti nascosti" nel campo dell'animazione e saperli
indirizzare in una prima ricerca in questo campo e nell' ambiente professionale
e accademico.
Premio Bruno Carli
Invito al regista Edoardo Winspeare Promotore dell'associazione del Salento
Coppula Tisa che si batte contro la distruzione Ambientale dell'Italia
www.coppulatisa.it
Salento, terra di confine con tutti i suoi disagi egregiamente messi in scena
da "Sangue vivo". Prima ancora c'è stato "Pizzicata", di Edoardo Winspeare,
un film fatto di lunghi silenzi e sguardi d'amore in cui si percepisce tutto
il dolore, la sofferenza, ma anche la gioia che si ritrovano in quella terra.
Sangue vivo è un atto d'amore, mentre Pizzicata era una dichiarazione d'amore.
Sono due film molto diversi. La Pizzicata ambientata nel '43 perché quell'anno
era l'inizio della fine di una cultura, quella contadina non ancora contaminata,
o meglio: era stata nei secoli contaminata dai Greci, dai Turchi, dagli Spagnoli,
ma era un altro tipo di contaminazione. Fino agli anni '40 era tutto più chiaro,
anche negli aspetti negativi: la condizione della donna era più difficile,
c'erano i poveri, i ricchi, il podestà, quindi volevo anche caratterizzare i
personaggi in maniera netta.
Non c'era molto dialogo tra padre e figlie, la comunicazione avveniva anche
attraverso sguardi, gesti, ordini, silenzi; un silenzio poteva essere più
esaustivo che non le parole. Comunque volevo dare un'idea di grande dignità
della povertà contadina nonostante tutto; dignità e dolcezza, ciò che secondo
me è ancora presente nel carattere dei salentini.
"Sangue vivo" per raccontare un Salento che il regista ama moltissimo, una terra
contaminata che ha iniziato a perdere la sua identità, e che la sta riscoprendo
con la musica, con i forti contrasti tra la vecchia e la nuova generazione.
Poi c'è da dire che mentre prima eravamo finis terrae e al di là non c'era più
niente (perché l'Albania era chiusa), ora invece siamo terra di confine e porta
d'Europa. Dal punto di vista sociale ciò ha comportato grandi scombussolamenti;
dal punto di vista artistico ha provocato scrittori, musicisti e quant'altro,
e secondo me la Puglia è una regione molto interessante anche per questo motivo.
La Bellezza è un valore unificante che trascende l'appartenenza sociale e politica
e diventa popolare perchè di tutti; inoltre è l'unico vero collante del nostro
paese. Nel "Bel Paese" le costruzioni che sono state edificate negli ultimi
cinquant'anni superano, per quantità e volume, nove volte quelle edificate nei
2200 anni che vanno Ab Urbe Condita alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
A parte il giudizio estetico, la Penisola "scoppia" di case (quasi tutte
costruite male e brutte) e i disastri ambientali e sociali derivano in parte
considerevole da questo attacco all'armonia, all'anima italiana. Ma l'Italia è
talmente bella che nemmeno gli italiani (quelli recenti) sono riusciti a
rovinarla completamente, ma a ferirla eccome e profondamente. Coppula Tisa
chiama a raccolta tutte le popolazioni italiche (e non) per invertire questa
tendenza attraverso una rivoluzione amorevole e dolce, altresì grintosa e
incisiva.
Le azioni di Coppula Tisa
Sono l'acquisto di pezzi di territorio ritenuti interessanti allo scopo di
preservarli da edificazioni e discariche selvagge. Interramento dei pali di
cemento. La bonifica di aree ritenute importanti dal punto di vista ambientale
ed estetico. Il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole a scopo didattico e
altre attività. Campagne di sensibilizzazione ambientale attraverso spot,
internet, brochure, mostre, seminari e specialmente feste molto divertenti.
Acquisto e piantumazione di piante botanicamente (e culturalmente) compatibili
con il territorio.
"Riorganizzazione" dei cartelloni pubblicitari e dei neon nei paesi (meglio ma
utopistica la loro eliminazione)! Abbattimento di "mostri" e costruzione al
loro posto di edifici molto belli. Un "Pensatoio" economico e legislativo,
per esempio per incentivare chi costruisce dopo aver abbattuto, o dare più
valore a terreni sgombri da edifici (fra poco meno di quelli "ingombri").
E tante altre azioni, anche proposte da futuri simpatizzanti, sia con idee
pratiche che contributi teorici; sarà Coppula Tisa che avrà parlato attraverso
i nuovi amici. Siate tutti ben venuti, ma proprio tutti anche chi una volta ha
costruito abusivamente, oppure ha buttato lo scaldabagno in campagna.
Siamo tutti un po' abusivi e un po' incivili, ma Coppula Tisa ci condona
moralmente. Queste azioni saranno finanziate da una grande colletta e il
"risultato"(per esempio 100 ettari di "anima" salentina, campagna o natura
più o meno selvaggia) verrà regalato alla Comunità in maniera totalmente
disinteressata.
La prima azione, la scintilla della Rivoluzione di Coppula Tisa sarà
l'acquisizione in un luogo ameno di un terreno molto bello ma con una
costruzione molto brutta, di quelle inutili, tipo scheletri di cemento non
terminati o cose del genere, la distruzione del Golem architettonico, il
ripristino della Bellezza originaria e il festeggiamento con una Grande
Festa per l'Armonia ritrovata.
Lo spettacolo: "un viadjo" (un viaggio)
Lo spettacolo si sviluppa in un ipotetico viaggio tra le valli alpine occidentali,
dalla Provenza, dal Delfinato e dalla vicina Savoia, attraverso i sentieri e i
valichi alpini, dove solo i contrabbandieri osavano passare, fin giù nelle nostre
valli, nei villaggi sperduti tra quelle montagne che per secoli hanno rappresentato
un rifugio sicuro per le piccole comunità alpine.
Si parte dal mare, da dove parte il sale, per viaggiare con il sale, che poi
sale… sale … per arrivare dove nessun altro elemento potrebbe arrivare, nel
cuore della vita, tra le nevi di questi monti, dove la stessa sopravvivenza
era legata al sale, dove il sale da sempre ha simboleggiato l'essenza della vita,
metafora dell'intelletto e del diletto umano.
Il sale, il suo significato e la sua storia che si perde nella notte dei tempi e
che ci fornisce gli spunti per ripercorrere, attraverso il canto, la musica e la
letteratura popolare, un pezzo di storia di quella gente che … "parlava il
patouà".
Lungo il cammino proveremo a raccontare le ragioni di tanto affanno, di tanto
coraggio, di quella assoluta necessità di cui non sempre si poteva far virtù ma
che aveva il pregio di unire gli uomini delle montagne, fargli apprezzare la vita
"nonostante tutto" e stimolare la loro immensa poesia e vitale ironia.
Non solo un concerto bensì un susseguirsi di musiche e canti, filastrocche,
leggende della tradizione, emozioni popolari di altri tempi. Un idea che, a
nostro avviso, fa parte di quel doveroso impegno intellettuale e artistico così
importante per contribuire alla salvaguardia delle lingue e delle culture alpine,
un patrimonio insostituibile che rischia di scomparire a causa di quelle che lo
scrittore valsusino Giorgio Jannon, riferendosi alla società attuale, definisce
correttamente come "…deliberate dimenticanze… apparente, ma malevolo,
disinteresse…".
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