un film fatto di lunghi silenzi e sguardi d'amore in cui si percepisce tutto il dolore, la sofferenza, ma anche la gioia che si ritrovano in quella terra. Sangue vivo è un atto d'amore, mentre Pizzicata era una dichiarazione d'amore. Sono due film molto diversi. La Pizzicata ambientata nel '43 perché quell'anno era l'inizio della fine di una cultura, quella contadina non ancora contaminata, o meglio: era stata nei secoli contaminata dai Greci, dai Turchi, dagli Spagnoli, ma era un altro tipo di contaminazione. Fino agli anni '40 era tutto più chiaro, anche negli aspetti negativi: la condizione della donna era più difficile, c'erano i poveri, i ricchi, il podestà, quindi volevo anche caratterizzare i personaggi in maniera netta. Non c'era molto dialogo tra padre e figlie, la comunicazione avveniva anche attraverso sguardi, gesti, ordini, silenzi; un silenzio poteva essere più esaustivo che non le parole. Comunque volevo dare un'idea di grande dignità della povertà contadina nonostante tutto; dignità e dolcezza, ciò che secondo me è ancora presente nel carattere dei salentini. "Sangue vivo" per raccontare un Salento che il regista ama moltissimo, una terra contaminata che ha iniziato a perdere la sua identità, e che la sta riscoprendo con la musica, con i forti contrasti tra la vecchia e la nuova generazione. Poi c'è da dire che mentre prima eravamo finis terrae e al di là non c'era più niente (perché l'Albania era chiusa), ora invece siamo terra di confine e porta d'Europa. Dal punto di vista sociale ciò ha comportato grandi scombussolamenti; dal punto di vista artistico ha provocato scrittori, musicisti e quant'altro, e secondo me la Puglia è una regione molto interessante anche per questo motivo. La Bellezza è un valore unificante che trascende l'appartenenza sociale e politica e diventa popolare perchè di tutti; inoltre è l'unico vero collante del nostro paese. Nel "Bel Paese" le costruzioni che sono state edificate negli ultimi cinquant'anni superano, per quantità e volume, nove volte quelle edificate nei 2200 anni che vanno Ab Urbe Condita alla fine della Seconda Guerra Mondiale. A parte il giudizio estetico, la Penisola "scoppia" di case (quasi tutte costruite male e brutte) e i disastri ambientali e sociali derivano in parte considerevole da questo attacco all'armonia, all'anima italiana. Ma l'Italia è talmente bella che nemmeno gli italiani (quelli recenti) sono riusciti a rovinarla completamente, ma a ferirla eccome e profondamente. Coppula Tisa chiama a raccolta tutte le popolazioni italiche (e non) per invertire questa tendenza attraverso una rivoluzione amorevole e dolce, altresì grintosa e incisiva. . |
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