giovedì 16 MARZO 2006 - Condove - Cinema Comunale ore 21
Inaugurazione della X edizione del Valsusa Filmfest dedicata a Felicia Bartolotta Impastato
Un viaggio nella R-esistenza alle Mafie
Presentazione del libro "Cara Felicia" di Anna Puglisi e Umberto Santino
(2005, Centro siciliano di documentazione Peppino Impastato).
Felicia Bartolotta Impastato difese fino all' ultimo le scelte di Peppino contro
la prepotenza dei mafiosi e contro l' indifferenza e l' omertà della gente di Cinisi,
soggiogata dal clan dei Badalamenti. Per anni si è battuta nel nome del figlio,
per ribaltare la ''verità di comodo'' che voleva Peppino Impastato morto mentre stava
compiendo un atto terrorista sistemando una bomba sui binari della linea ferrata.
Dopo l'omicidio del maggio del 1978, Felicia ha tenuto vivo l' impegno sociale di Peppino,
lottando senza tregua perché fosse fatta giustizia, senza nascondere le sue accuse al
sistema mafioso e aprendo la sua casa al mondo. La stessa casa che distava appena
'cento passi' da quella di Tano Badalamenti.
Proiezione del film su Mauro Rostagno Una voce nel vento di Alberto Castiglione.
Un altro personaggio scomodo nella Sicilia ostaggio di Cosa Nostra. Come Peppino dai
microfoni di Radio AUT, Mauro faceva nomi e cognomi di mafiosi e politici collusi dagli
schermi di RTC. E dieci anni dopo Peppino, come Peppino, ha pagato caro il suo rifiuto a
piegare la testa.
Saranno presenti il regista e gli autori del libro; interverranno inoltre:
Felicia Vitale Impastato, Caterina Pellingra (Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato),
Carla Rostagno, Gigi Richetto
Ingresso libero
Scheda autori ed opere
Cara Felicia. A Felicia Bartolotta Impastato a cura di Anna Puglisi ed Umberto Santino
ed. Centro Siciliano di documentazione Giuseppe Impastato, Palermo, 2005
Il libro ripercorre la storia di Felicia Impastato, riprendendo la biografia raccontata
nel volume "La mafia in casa mia", e raccoglie documenti, messaggi, testimonianze che
mostrano l'instancabilità del suo impegno e l'affetto che aveva suscitato con la vitalità
del suo esempio.
Umberto Santino è uno dei maggiori storici europei del fenomeno mafioso.
Ha scritto numerosi saggi per raccontare la mafia, è stato al fianco di Chinnici,
ha aiutato la famiglia Impastato nel logorante impegno processuale alla ricerca della verità.
Anna Puglisi, prestigiosa scrittrice, studiosa e militante antimafia, è impegnata
nell'esperienza del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di cui è
una delle fondatrici, assieme ad Umberto Santino.
UNA VOCE NEL VENTO, di Alberto Castiglione - 2005 - 50 minuti -Koinè film
Il 26 settembre del 1988 veniva assassinato in un agguato mafioso Mauro Rostagno.
Torinese di nascita, sociologo a Trento, leader politico, "arancione" a Poona, terapeuta
alla guida di una comunità di recupero per tossicodipendenti, giornalista impegnato in
un'azione di denuncia degli intrighi mafiosi in provincia di Trapani, Rostagno ha saputo
attraversare tutte le stagioni della sua vita con estrema coerenza.
Attraverso le telecamere della piccola emittente privata RTC, con uno stile
ironico e pungente, Rostagno faceva i nomi e i cognomi dei mafiosi e dei collusi con
la mafia, spesso insospettabili o persino rappresentanti della amministrazione pubblica,
in una città in cui gli interessi di Cosa Nostra si mischiavano, sino a confondersi,
con traffici d'armi, logge massoniche e "affari" di strutture parastatali legate ai servizi
segreti. Tra le testimonianze che il lavoro raccoglie, particolarmente significative
quelle di Carla Rostagno, sorella di Mauro, e di Gianni Di Malta amico e stretto
collaboratore di Rostagno ad RTC. Un documentario - inchiesta che, muovendo proprio
dalla tragica sera dell'omicidio, cerca di fare il punto della situazione sull' attuale
stato delle indagini. A 17 anni di distanza, l'assassinio di Mauro Rostagno continua
a rimanere senza colpevoli.
Alberto Castiglione nasce a Palermo il 15 marzo 1977. Inizia giovanissimo ad occuparsi
di regia teatrale con una compagnia di giovani attori siciliani.
In seguito passa alla regia video, con particolare interesse al genere documentaristico.
La sua attività produttiva si è sempre rivolta ad argomenti di carattere sociale come
la condizione giovanile nelle città del meridione d'Italia. Nel 2000 ha fondato il
gruppo artistico Stone Theatre.
Nel 2001 ha girato in Argentina La Memoria y la Historia(30'), documentario sulla
crisi economica in relazione agli anni della dittatura, lavoro presentato
al Prix du film documentaire Union Latine - La Cita di Biarritz.
I suoi lavori sono distribuiti, a livello mondiale, da RaiTrade.
E' l'ideatore di "Zikr", un progetto Cinematografico di Legalità e Memoria nei
Paesi del Mediterraneo. Nel 2003 ha esordito sul palcoscenico mondiale
alla 60 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con il
mediometraggio "Picciridda". Nell'ottobre del 2003 gli è stata assegnata una
Menzione Speciale al Premio Internazionale "Rocco Chinnici" come artista impegnato
sul fronte della lotta alla mafia. Vincitore nello stesso anno del Premio della
Critica Cinematografica e Televisiva. In questi anni non ha mai mancato di dare
il suo contributo a manifestazioni nazionali sul tema della legalità come
la "Carovana antimafia" e "Legami di Memoria". Nel 2004 ha realizzato il documentario
Danilo Dolci, memoria e utopia che ripercorre i primi venti anni
dell'esperienza del grande sociologo triestino in Sicilia, questo documentario
raccoglie le testimonianze di cui lo stesso Alberto Castiglione si è servito
per la scrittura della sceneggiatura di un film su Danilo Dolci in preparazione
(Produttore Rean Mazzone per Tea Nova Cinema) dal titolo "Non esiste il silenzio".
Dal 2005 dirige la società di produzione Koiné Film.
Nel settembre 2005 ha diretto la sezione documentari del Palermo Film Festival,
Premio "Vittorio Albano". Il suo ultimo lavoro è un documentario-inchiesta sul giornalista,
ex leader di Lotta Continua, Mauro Rostagno, ucciso dalla Mafia nel 1988.
Attualmente vive tra Venezia e Palermo.
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GIOVEDI 23 marzo
Condove. Cinema Comunale ore 21
"Porca Miseria"
Un viaggio nelle nuove povertà.
un film documentario di Armando Ceste
Chi sono i nuovi poveri? Qual'è la soglia che definiamo di povertà?
Sono domande a cui è difficile dare una risposta certa.
Secondo gli ultimi dati forniti dall'Eurostat il 19% della popolazione
italiana (circa 11 milioni di persone) é a rischio di povertà.
La Caritas in una sua recente ricerca ha stimato in 100.000 il
numero (senza contare gli extracomunitari) dei nuovi poveri a Torino.
Alcuni hanno uno stipendio, lavorano ma non riescono ad arrivare a fine mese,
altri a quaranta, cinquant'anni sono stati licenziati e non riescono più trovare
lavoro perché considerati troppo vecchi; poi ci sono i cassaintegrati, i precari,
gli anziani con pensioni misere. Persone che si discostano dalla rappresentazione
di povertà che popola l'immaginario comune. In questo viaggio nelle nuove povertà
si racconteranno storie di persone diverse (operai, pensionati, giovani precari e
disoccupati) in luoghi e contesti diversi.
Non solo una fotografia di quello che sta succedendo, ma si cercherà di capire le
cause di un dramma sociale che sta diventando sempre più grande.
Compagni di viaggio sono lo scrittore Erri De Luca,
il direttore della Caritas Pier Luigi Dovis, e inoltre rappresentanti di associazioni
del volontariato, dei servizi sociali, sindacalisti, operatori che lavorano sul
territorio e si sono fatti carico del vivere quotidiano di queste persone in difficoltà.
Il film, della durata di 60 min., è prodotto dalla Nitrofilm di Roberto Buttafarro
Si avvale finora del sostegno di Cgil-Torino, Film Commission Piemonte, Dietro la
Cinepresa,DAMS-Università di Torino, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio di Roma.
Interverranno
Giorgio Airaudo - segretario provinciale della Fiom di Torino
e
Don Luigi Chiampo - Direttore Caritas Diocesana
INGRESSO LIBERO
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VENERDI 17 marzo Bussoleno - Sala Polivalente, piazza del Mercato - ore 21
Replica
SABATO 18 Marzo
Avigliana. La Fabrica (ex Cavitor) - Auditorium "E. Fassino", via IV Novembre, 19.
In collaborazione con Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie
per la giornata nazionale in memoria delle vittime per mafia
Opera BLUFFa: ode al binario morto
Performance teatrale ideata e diretta da Beppe Gromi
Il TAV, ma anche NO: opera semiseria in bilico fra gioco e realtà, scienza e
fantascienza: passato, presente e futuro…
INGRESSO LIBERO
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SABATO 25 MARZO
Chianocco La Torre ore 17.00
Il-LUSTRI: DUE VOLTE FESTA
Il Valsusa Filmfest compie Dieci Anni
Film documentario di Luigi Cantore e Paola Comolli
Il Valsusa Filmfest nasce dall'incontro di alcuni amici con la passione per il cinema,
l'attenzione all'ambiente, l'amore per la propria Valle, per la ricerca storica, per
la memoria. Nasce da alcune considerazioni:
la valle di Susa è sempre stata un territorio molto vivace, sia culturalmente che
politicamente.
La sua posizione geografica di confine ha spesso creato quelle condizioni indispensabili
per superare il rischio di una certa chiusura tipica provinciale. Valle di transito,
dunque, ma anche una Valle che ha saputo confrontarsi con altre culture ed elaborare
modificazioni che via via nel tempo sono state necessarie, soprattutto per la presenza
dei primi nuclei di immigrazione.
Un territorio che per tradizione vede i suoi abitanti partecipi e attivi - come durante
gli anni della Resistenza e della lotta di Liberazione che videro una massiccia presenza
di partigiani in queste zone- attenti alle trasformazioni, a tutto ciò che succede, dove
la pratica politica spesso diventa un tutt'uno con l'intervento sociale.
Negli ultimi anni, in seguito alla chiusura delle fabbriche e alla mancanza di nuovi posti
di lavoro, la Valle è diventata un dormitorio.
Sempre di più individuata come un corridoio di passaggio; vissuta come un'area da sfruttare,
dalla massa cittadina in fuga dalla città, la quale si riversa, spesso con poco rispetto,
provocando danni con una "cultura" da predatori, nelle zone più belle dei nostri paesi.
Un territorio che rischia di essere violato ancor di più, in nome dei un presunto
progresso e di un modello di sviluppo non più sostenibile.
La conferma che esiste una possibile risposta al degrado progressivo di questo territorio
sta nella grande partecipazione che la popolazione di questa Valle è in grado di produrre,
e nel fatto che il progetto Valsusafilmfest è cresciuto di anno in anno. Un progetto con un
segnale forte, capace di mettere insieme i 'ragazzi' di un tempo e quelli di oggi,
attraverso strumenti nuovi, linguaggi di ricerca.
Valsusafilmfest vuol continuare a proporsi come strumento che metta in luce e valorizzi
lo straordinario patrimonio collettivo della memoria storica, attraverso il recupero di
quella orale che ancora esiste in Valle. Una rassegna che parli di rispetto dell'ambiente,
di difesa del territorio, che sia di stimolo nel cogliere immagini di una Valle inedita.
UNKATAHE, logotipo del Valsusa Filmfest (trasformato in un mezzo animale e mezzo cinema)
è una divinità degli indiani del Nord America, che protegge dai cattivi spiriti del male.
Un simbolo con origini pellerossa per meglio rappresentare gli abitanti della valle, ben
decisi a non finire come gli Indiani, sconfitti e relegati in riserve.
Valsusa Filmfest vuol far conoscere, con sguardi diversi, la realtà quotidiana della valle,
e come le nuove generazioni intendono raccontare con la cinepresa fatti non solo del nostro
tempo ma anche della nostra storia.
Una rassegna che metta in luce e valorizzi lo straordinario patrimonio collettivo della
memoria storica attraverso il recupero di quella orale, che ancora esiste in molte famiglie.
Una rassegna che parli di rispetto dell'ambiente, di difesa del proprio territorio, che sia
di stimolo nel cogliere immagini di una valle inedita.
Il filmato che verrà presentato vuole raccontare i dieci di storia del Valsusa Filmfest
attraverso gli occhi dei protagonisti, di coloro che dietro le quinte hanno lavorato
gratuitamente e con passione alla realizzazione di questa manifestazione.
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MERCOLEDI' 29 Marzo
Condove. Cinema Comunale ore 21
Incontro- dibattito
la didattica del video a scuola
a cura del Coordinamento Multimediale Scuola
Presiede: Pietro Ainardi - preside dell'Istituto Des Ambrois di Oulx
Intervengono gli insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori del territorio.
Presentazione del catalogo "video e scuola: 10 anni di stage del Valsusa filmfest a scuola.
10 anni di Scuole al Valsusa Filmfest".
Ingresso libero
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SUSA Castello della Contessa Adelaide
inaugurazione 1° aprile ore 17.00
"Non adatti ai lavori"
Una mostra inusuale fra illustrazioni e invenzioni a quattro mani
espongono:
Marco Bailone (pittore e illustratore)- www.bailone.it
Beppe Gromi (pittore, attore e regista teatrale - www.fabularasa.it)
e
Giovanni Gromi (pittore)
Inaugurazione con musica, canti e balli: Li santi Ballaranu con
François Breton e suonatori incontrati per caso; dal Salento al Piemonte,
con la fantasia travolgente di François Breton polistrumentista, suonatore
appassionato di praticamente ogni cosa, animatore di canti spontanei,
liuteria selvaggia, Tai Chi, nomadismo applicato…
dal 1° al 16 aprile 2006
Orari: dal giovedi alla domenica dalle 15.30 alle 18.30.
Ingresso libero.
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Martedì 4 aprile
Cinema Comunale di Condove - ore 21.00
Proiezione di
- Nuvolari di Paolo Bertini- 1° premio alla prima edizione del Valsusa Filmfest
La Velocità Apparente di Paolo Bertini
I bambini della scuola elementare di Condove che dieci anni fa hanno lavorato
alla realizzazione del filmato Nuvolari, ora sono maggiorenni e si ripropongono
con un nuovo lavoro e lo stesso maestro di allora: un modo per rileggere insieme
la storia del festival.
- Maestre di montagna
Film documentario
di Simona Bani e Chiara Sasso
Con la partecipazione di:
Laura Pent - Sant'Antonino di Susa;
Clelia Baccon - Salbertrand ;
Olga Tonda - Susa;
Gemma Cattero - Sant'Antonino di Susa;
Maria Anna Cattero - Sant'Antonino di Susa;
Augusta Gleise - Oulx
La produzione del Valsusa filmfest si è sempre distinta per il recupero
della memoria storica di questo territorio.
Nell'anno del 60° anniversario del voto alle donne, il festival ha voluto
ricordare le maestre di montagna: donne che, spinte da una forte motivazione,
hanno lavorato duramente - spesso in condizioni fortemente disagevoli -
contribuendo in modo significativo alla riduzione della marginalità e
dell'analfabetismo nelle zone montane. Donne forti, figure importanti e
punti di riferimento per intere comunità disperse nelle borgate più remote
delle nostre montagne, ci conducono in un viaggio fra memoria e identità,
in una porzione di Italia fra guerra e ricostruzione.
Ingresso libero
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GIOVEDI 6 Aprile
Condove. Cinema Comunale ore 21
A Tornallom di Enric Peris e Miguel Castro
Cronache a bassa velocità Collettivo videomakers notav
Valle di Susa e Valencia: luoghi diversi, stessi conflitti, messi a
confronto attraverso due documentari.
Saranno presenti in sala gli autori della lotta allo ZAL di Valencia.
A Tornallom di Enric Peris e Miguel Castro. La città di Valencia,
in Spagna, sta subendo un processo di crescita urbana irrazionale.
In particolare l'allargamento del porto (ZAL) sta mettendo a rischio
le zone limitrofe dei famosi orti valenciani, zone agricole popolate
da una radicata comunità contadina. La Punta è una zona particolarmente
calda in cui i residenti si sono organizzati a partire dal 2000 per
difendere il diritto sulle proprie terre e il diritto ad uno stile di
vita alternativo alla frenesia cittadina. Il documentario testimonia
questa intensa lotta con grande forza narrativa.
Cronache a bassa velocità Realizzato con il contributo di videoamatori
e filmakers attraverso la semplice giustapposizione cronologica di
spezzoni di girato, il documentario è il racconto dei momenti più
significativi di crescita, confronto, partecipazione e solidarietà
del popolo NO TAV.
Un puzzle costruito dal basso, con il linguaggio della presa diretta,
per far conoscere in modo più approfondito e veritiero, rispetto a
quanto fatto dai mass-media, il movimento, le sue ragioni e la sua gente.
Ingresso libero
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SABATO 8 Aprile
Bardonecchia. Salone delle Feste ore 17
Gino Gorza. Figure per una immagine
Inaugurazione della mostra a cura di Daniela Vighetti in collaborazione con
la Galleria del Ponte di Torino
Gino Gorza (Bassano del Grappa 1923 Torino 2001) è stato un artista di alto
e singolare profilo. Il suo impegno, avviato negli anni Quaranta quando fu
allievo convinto e non succube di Felice Casorati, si è protratto per decenni
mantenendo una prossimità simpatetica e insieme una distanza critica rispetto
ai fenomeni che hanno caratterizzato la ricerca artistica della seconda metà
del secolo.
In successione, ha vissuto con piena consapevolezza il dibattito
astrazione-figurazione (anni '50), l'informale sospeso tra sintesi
espressiva e allusione naturalistica (a cavallo del '60), il raffreddamento
dell'immagine e la riduzione analitica (arco degli anni 60 '70), mai esente
però da memorie, echi, rilanci che affondano nella personale biografia come
nella storia delle forme elaborate dell'umano; approdano negli anni '80-'90
ad una specie di scrittura iconica (che vale come struttura melodica, traccia
della danza del gesto, destinata a generare echi e assonanze nel "lettore").
Alla qualità del lavoro, che sarebbe giustificazione sufficiente di questa mostra,
si aggiunge il fatto, non solo di valenza cronistica, che Gorza soggiornò a lungo
in Alta Valsusa, insegnando Educazione Artistica per circa dieci anni nelle scuole
Medie di Oulx. In questo periodo di fervida attività creativa elaborò anche testi
di Educazione artistica che ebbero diffusione nazionale.
Il rapporto di Gorza con la scrittura, avviata all'inizio dei cinquanta con poesie
e collaborazioni a riviste letterarie, si arricchi a cominciare dal '78, di una
serie di libretti che accompagnarono liberamente l'attività artistica e in qualche
modo si intrecciarono con gli interessi didattici.
In mostra, una quantità di opere significative documentano l'impegno creativo di Gino Gorza, mirando, senza pretendere completezza, a suggerire la variata organicità dell'opera complessiva.
Il catalogo presenta testi di Riccardo Cavalli e Pino Mantonavi, inoltre dello stesso Gorza, una pagina di appunti per un video.
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GIOVEDI 13 Aprile
Condove. Cinema Comunale ore 21
Olivetti, un'occasione perduta di Sergio D'Orsi
Associazione Officina di Sogni
Saranno presenti: Nerio Nesi, Francesco Novara, Laura Spezia.
Coordina Rita Cola
"C'è nella fabbrica un'altra vocazione che non sia il puro profitto?
Si possono delegare le responsabilità senza delegare la propria responsabilità?
Si può costruire a monte senza devastare a valle?
Si può non rinunciare alla bellezza?
C'è ancora un futuro di fabbrica per questo paese?
Alcune di queste domande se l'era già poste Adriano Olivetti altre le aggiungono
gli autori di questo documentario, pensando che forse proprio soltanto andando
in profondità, moltiplicando i dubbi e le domande c'è speranza di trovare le risposte."
(Laura Curino)
un documentario che, attraverso la testimonianza di personaggi più o meno noti,
mette in luce le dinamiche che hanno trasformato un'esperienza di capitalismo
democratico - ovvero un modello industriale fondato su basi culturali e sociali a
"misura d'uomo"- in uno dei più controversi processi della deindustrializzazione italiana.
La Olivetti, fondata nel 1908, ha conosciuto una costante crescita sino a metà degli
anni '70. Leader europeo di personal computer e considerata uno dei principali produttori
mondiali d'informatica e prodotti per l'ufficio fino a metà degli anni '80, il
12 marzo 2003 la Olivetti viene cancellata dal registro delle imprese quotate in borsa.
Da allora eminenti studiosi sostengono che "l'ultimo treno" per l'informatica italiana
non sia ancora passato, ma che occorra fare in fretta perché le condizioni per salire
su questo treno si fanno sempre più difficili.
I Protagonisti
Luigi Bettazzi vescovo emerito Mario Bolognani consulente di management e docente di
Gestione aziendale all'Università di Roma La Sapienza Paolo Bricco giornalista de
"Il Sole-24 Ore" Furio Colombo giornalista e scrittore Luciano Gallino professore
emerito di Sociologia all'Università di Torino Nerio Nesi deputato Francesco Novara
docente di Psicologia del lavoro e dell'organizzazione all'Università di Torino
e Milano Giovanni Maggia docente di Storia economica all'Università di Torino;
Carla Conti impiegata Francesca D'Angelo impiegata Wind, assistenza tecnica clienti
internet Rita Ferrigato pensionata Giuseppe Laini operatore di solidarietà nel mondo
Rete Radhie Resch Valter Romano Peaquin pensionato Marilò Rivas impiegata Carlo
Saroglia pensionato Elio Sosso pensionato Riccardo Strobbia operatore di customer care
Ingresso libero
Officina di Sogni
è un'associazione culturale,
costituita con il preciso scopo
di svolgere attività ricreative,
culturali e di sensibilizzazione contro
ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia,
di discriminazione, di razzismo, di emarginazione, di solitudine forzata.
Non persegue finalità di lucro.
Scheda autore:
Sergio D'Orsi
Filmografia:
Tra di noi (1998)
"due mondi, due vite, un'occasione di contatto, ma il confine sociale è più
forte dei confini materiali".
1° premio tema fisso "il confine" al 2° Valsusa Filmfest.
2° premio ANPI al 2° Valsusa Filmfest.
Premio miglior colonna sonora originale a "Eppur si muove" Biella
Giochiamo a palla? (1999):
"grida infantili riportano un'anziana signora al tempo in cui, bambina, veniva esclusa
dai giochi perché ebrea".
Premio miglior colonna sonora originale al 3° Valsusa Filmfest
Per non perdere la speranza (2000)
"i sogni di un bambino per sconfiggere il silenzio..."
Premio miglior colonna sonora non originale al 4° Valsusa Filmfest
In nome di Dio (2000)
"se ciascuno provasse a mettersi dal punto di vista di un condannato a morte, forse..."
Colpo di coda (2002)
"al confine tra sogno e realtà tutto è possibile".
Solitudini (2003)
" Francesco legge sul giornale un annuncio curioso che promette di cambiargli la vita e ..."
1° premio sez. cortometraggi all'8° Valsusa Filmfest
2° premio "Circolo Perini" Milano.
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LA CASCINA DEL DOC
III Edizione
Seminario sul cinema documentario con il regista Angelo Loy
23-24-25 Aprile 2006, Condove (Torino)
E' Angelo Loy, autore dei documentari Pinocchio Nero, Tv Slum, African spelling book,
il regista che condurrà la terza edizione della Cascina del doc, workshop di tre
giorni sul cinema documentario, organizzato all'interno del Valsusa Film Fest.
" Cosa vuol dire filmare una realtà completamente diversa da quella da cui si proviene?
Cosa vuol dire filmare contesti difficili? Essere un regista bianco nel continente nero? "
Queste le tematiche centrali che affronterà Angelo Loy, raccontando la sua esperienza,
il suo lavoro, facendo vedere i suoi film e alcuni documentari, recenti e non, di autori
che si sono confrontati con realtà simili.
Si tratterà di un'occasione per trattare non solo temi centrali della pratica documentaria,
ma soprattutto per conoscere un percorso umano e professionale molto originale, che dal
confronto e della riflessione sull'Africa ha sviluppato un cinema che si impegna ad
essere un possibile strumento di recupero sociale e umano.
Angelo Loy
Angelo Loy è laureato in biologia.
Il suo primo film, Fiumaroli-pescatori del Tevere, del 2002, è il racconto di due
famiglie di pescatori di anguille che vivono sotto uno dei ponti del Grande Raccordo
Anulare, a sud di Roma.
E' autore dei back stages dei film di Crialese, "Once we were strangers" e "Respiro",
primo premio della Semaine de la Critique di Cannes; il documentario
"La pesca responsabile" ; il "Manifesto per un'altra finanza" dove si esplora il grande
e variegato mondo della finanza alternativa in Italia.
L'esperienza Africana. La collaborazione con Amref (African medical and research foundation)
Nel 2001 Amref ha dato vita ad un progetto di video-formazione rivolto ai ragazzi di
strada di Nairobi Kenia. In quest'ambito Angelo Loy nel 2003 ha realizzato con
Giulio Cederna e John Muiruri, il documentario Tv_slum. Risultato di tre mesi di
lavoro tra le baraccopoli della capitale del Kenya, racconta le avventure, i sogni,
le speranze, le miserie, i giochi della vita di strada. E' raccolto e raccontato da
chi sulla strada e nelle discariche è costretto a vivere.
Nel 2005 ha realizzato Pinocchio Nero, storia di un gruppo di ragazzi di strada di Nairobi
e del loro percorso di emancipazione attraverso il teatro e l'affinità che avvicina la
favola di Collodi alla loro vita e alle loro esperienze.
Il progetto Tv_slum è continuato con African Spelling Book. Serie di minidocumentari,
dedicati ad altrettante parole chiave della vita degli adolescenti di strada, realizzati
dai ragazzi stessi.
La prospettiva è di far diventare Tv_slum una piccola società di produzione interamente
gestita dai ragazzi di Nairobi.
Come partecipare
Il seminario è aperto a 10 partecipanti.
La richiesta di partecipazione, completa di nome , cognome, recapiti (tel e mail)
e breve CV, dev'essere inviata, con oggetto "la cascina del doc",
all'indirizzo mail: segreteria@valsusafilmfest.it, entro giovedì 20 Aprile.
Ai partecipanti verrà chiesta una quota di 30 euro, comprensiva di iscrizione
al workshop, pranzi e cene.
per info 348 8110473
www.valsusafilmfest.it
Luogo
Cinema Comunale di Condove , Piazza Martiri della libertà.
Condove si trova, nella bassa Val di Susa, a circa mezz'ora da Torino
In macchina: autostrada per Bardonecchia, uscita Avigliana Ovest
In treno: da Torino, circa ogni ora.
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TODAS SOMOS HIJAS E HIJOS DE LA MADRE TIERRA.
Las montañas protegen VAL DI SUSA.
Las montañas son nuestras hermanas. Su espíritu sagrado nos entrega su fuerza.
El padre sol que hoy nos abraza, enciende en nuestros corazones la llama libertaria.
La llama libertaria que impulsa nuestra conciencia a luchar.
A luchar por la vida de todos los seres de la tierra. A combatir por un mundo libre
y solidario.
La memoria histórica escrita con la sangre partisana en Colle del Lys ,vive en el
espíritu sagrado del vientre de la madre tierra,vive en d'Ambin, Roccía Melone, Musiné,
Moncenisio.
La memoria histórica escrita por los antepasados que lucharan en estas tierras está
escrita en Los Alpes y en los valles de Val Di Susa.
Estoy aquí, porque habéis escuchado el grito de la madre tierra mapuche ,grito que ha
tocado los corazones de las mujeres y hombres que hoy luchan por la vida, contra un
progreso que genera la muerte.
Tenemos que tener siempre en nuestros pensamientos y en nuestros corazones la memoria
histórica. Un pueblo que olvida su memoria histórica, pierde , siempre pierde .
El ataud, con Amianto de Mompantero en el Presidio de Venaus, es el símbolo de la muerte,
la muerte provocada por el TAV.
Todos los seres respiramos el mismo aire. ¿ Cómo es posible, que un tren de alta velocidad,
sea más importante, que la vida misma?
No queremos una vida contaminada con uranio y amianto para nuestros hijos
El TAV no pasará, no destruirá la vida de las hijas e hijos de esta tierra.
Aquí están de pie, escuchando las voces del viento, sintiendo el espíritu de las montañas,
saciando su sed en sus cristalinas aguas , mirando hacia el futuro.
Todo lo que le ocurre a la madre tierra, le ocurrirá a los seres de la tierra.
Hoy los árboles se visten de multicolores olores, allá lejos ,en la tierra mapuche,
los árboles se desnudan .
Carlo Carli y Alex Lemun, se abrazan .La semilla joven generosa, solidaria ,
que florece en cada primavera.
Amada madre tierra, aquí estamos, mujeres y hombres,jóvenes y niños, creando,
fortaleciendo ,el círculo de la vida,contra la plaga generadora de la muerte.
Contra el TAV, Contra la máquina mercantil de los de los poderosos,que corrompen todo.
Contra la explotación de los bosques nativos convertidos en cenizas.
Contra la construcción de carreteras ,contra la cercenacíón de las víceras
de las montañas sagradas.
Bruno Carli une en un abrazo fraterno y solidario a mapuches y Valsusini.
Bruno Carli se levanta y camina en las cumbres de los Alpes en los caminos
angostos y anchos de esta tierra generosa y combativa.
-*TRADUZIONE*-
Tutti noi siamo figli della Madre Terra
Le montagne proteggono la Val di Susa.
Le montagne sono nostre sorelle, il loro spirito ci infonde forza.
Il padre sole che oggi ci abbraccia, accende nei nostri cuori la fiamma della liberta',
quella fiamma che spinge la nostra coscienza a lottare. A lottare per la vita di tutti
gli esseri della Terra. a combattere per un mondo libero e solidale.
La memoria storica, scritta con il sangue partigiano,il Colle del Lys vive nello spirito,
nel ventre Sacro della Madre Terra, vive nell'Ambin, nel Rocciamelone, Musine' e Moncenisio.
La memoria storica degli antenati che continua a lottare in queste terre e' scolpita nelle
Alpi e nella Valle.
Sono qua, perche' avete sentito il richiamo gridato dalla Madre Terra Mapuche, un grido
che ha toccato i cuori delle donne e degli uomini che oggi lottano per la vita contro
un progresso che genera morte.
E' nostro dovere conservare sempre nell'anima e nei cuori la memoria storica .
Un popolo che rinuncia alla memoria storica perde, perde sempre.
La bara con l'amianto di Mompantero, nel presidio di Venaus e' il simbolo della morte,
la morte portata dal Tav.
Tutti gli esseri viventi, tutti respiriamo la stessa aria.
Com'e' possibile che un treno ad alta velocita' sia piu' importante della vita stessa?
Non vogliamo che l'uranio e l'amianto contaminino la vita dei nostri figli.
Il Tav non passera' di qui, non distruggera' la vita dei figli di questa Terra.
Qui ora state tutti ascoltando la Voce del vento, percependo lo spirito delle nontagne,
saziando la vostra sete nella loro acqua cristallina, volgendo lo sguardo al futuro.
Tutto cio' che danneggia la Madre Terra, danneggera' gli esseri della Terra.
Oggi gli alberi si vestono di odori multicolori.
La', molto lontano, nella terra Mapuche gli alberi si spogliano.
Carlo Carli e Alex Lemun* si abbracciano e il seme giovane, solidale sboccia
ogni primavera.
Amata Madre Terra, eccoci qua, donne e uomini, ragazzi e bambini, creando, rafforzando
il ciclo della vita, contro la piaga portatrice di morte.
Contro il Tav, contro la macchina mercenaria dei potenti che corrompono tutto.
Contro lo sfruttamento illimitato dei boschi nativi trasformati in cenere.
Contro la costruzione di strade, contro tutto cio' che vuole strappare alle montagne
sacre le loro viscere.
Bruno Carli unisce in un abbraccio fraterno e solidale Mapuche e Valsusini.
Bruno Carli si alza e cammina sulle cime delle Alpi, sui sentieri stretti e lungimiranti
di questa Terra generosa e combattiva.
*Ragazzo Mapuche di 17 anni ucciso da una pallottola sparata da un carabinieros
Cileno durante una manifestazione nel 2002
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Valsusa Filmfest