Ore 17:30 – Palazzo delle Feste – Piazza Valle Stretta, 1
proiezione del
film “Fuga in Francia” di Mario Soldati
SCHEDA DEL FILM
L’ “antineorealista” Soldati realizza un’opera che unisce a un rigoroso impianto figurativo un vivo senso del dramma spettacolare. Insolito e coraggioso “thriller politico”, il film affronta, con una coraggiosa franchezza, rara all’epoca anche in autori di impegno maggiormente esplicitato, uno dei temi più scottanti e controversi dell’Italia del dopoguerra: la fuga all’estero di un gerarca fascista, magistralmente interpretato da Folco Lulli. Con uno stile a metà strada tra il neorealismo e il noir americano, Fuga in Francia vivifica la sua eleganza compositiva con inquadrature dai tagli irregolari e dall’illuminazione contrastata, con riprese dal basso di primi piani e soffitti incombenti, legati tra loro da un montaggio carico di tensione drammatica.
Dopo la liberazione, l’ex-gerarca Riccardo Torre, evade dalla prigione e si rifugia nel Real Collegio “Carlo Alberto” di Moncalieri, il cui rettore, suo amico d’infanzia, gli procura un abito civile e del denaro. Si unisce a lui il figlio Fabrizio, allievo del collegio. Insieme si recano a Oulx, presso il confine francese. La cameriera dell’albergo, Pierina, riconosce in Torre il suo padrone d’altri tempi. Torre, temendo che Pierina lo denunci, l’uccide; poi parte con Fabrizio. In alta montagna incontrano tre persone, che hanno conosciuto a Oulx: Gino e Tembien, operai, ed un suonatore, detto “il tunisino”. Nel rifugio, dove i cinque si riparano dalla tormenta, il tunisino da una foto su un giornale riconosce il gerarca, condannato in contumacia come criminale di guerra. I tre lo riducono all’impotenza con l’intenzione di giustiziarlo sul posto, ma la presenza del piccolo Fabrizio li fa desistere e di comune accordo decidono di ritornare indietro e di consegnare Torre al più vicino posto di polizia. L’ex-gerarca riesce però a corrompere il tunisino e a fuggire con lui. Gino, Tembien e Fabrizio sorprendono i due in un’abitazione disabitata, dove si sono rifugiati. Torre spara, ferendo involontariamente Fabrizio, poi fugge. Mentre sta per mettersi in salvo, Torre vede venire l’autoambulanza col figlio ferito: si avvicina e viene preso. Fabrizio troverà in Tembien un secondo padre. |
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