|
La classe operaia (non) va in
paradiso: storie di operai e precari
giovedì 20 Marzo – ore 21:00
Cinema Comunale – Piazza del
Municipio – CONDOVE (TO)
-
Proiezione di
“Parole sante”
di Ascanio Celestini
-
Il
Valsusa Filmfest affronta e sviluppa il tema
portante “La classe operaia (non) va in paradiso:
storie di operai e precari” anche attraverso la
programmazione di questo recentissimo
film-documentario del noto attore e regista Ascanio
Celestini.
“Parole
sante”
– Italia 2007
Film-documentario della durata di 72’
Scritto e diretto da Ascanio Celestini
Prodotto da Fandango
Parole sante è il secondo documentario di Ascanio
Celestini che torna a parlare di lavoro e
sfruttamento dopo Senza paura che si
occupava della vicenda di sei lavoratori notturni.
Il noto drammaturgo ha incontrato un gruppo di
precari che hanno lavorato in questi anni nel più
grande call center italiano.
Migliaia di persone sono passate per l'Atesia con
sede a Cinecittà in un'anonima palazzina che solo
all'apparenza sembra un condominio qualunque.
Numeri da capogiro: trecentomila telefonate al
giorno, quattromila impiegati.
La storia prende vita attraverso le loro interviste
e le loro parole.
Per quanto Celestini voglia trovare delle risposte,
il filmato solleva domande scomode su questa realtà
poco approfondita ma, più in generale, ricostruisce
le forme di organizzazione e lotta passando dai
sindacati per arrivare ai partiti e allo Stato.
In modo chiaro e diretto, viene cancellata l'idea
che la flessibilità possa essere uno strumento per
calare la disoccupazione.
Rimane, però, la confusione su cosa sia un
lavoratore precario.
Sono persone che scelgono la flessibilità per
sentirsi più libere oppure sono subordinati a cui le
aziende fanno un contratto a progetto per
risparmiare?
Difficile trovare una collocazione per loro visto
che il mercato del lavoro cambia di giorno in
giorno.
Il documentario si preoccupa non solo di fornire
stime precise su un fenomeno sempre più preoccupante
ma sottolinea anche il forte disagio emotivo vissuto
da molti ragazzi che, spesso, accettano un lavoro
pagato cinquecentocinquanta euro.
Fugge l'inchiesta esattamente come si allontana
dalla trappola di cadere nella distinzione tra
politica e anti-politica. Il
cinema e teatro sono politici nel loro
stesso essere in quanto parlano di cose che accadono
alle persone. |