21 febbraio 2008

CONDOVE – Cinema Comunale – Piazza del Municipio

in collaborazione con il TRENTO FILM FESTIVAL

INGRESSO GRATUITO


proiezioni dei film

“MY REVERS” di Folco Valerio

“LINEA DI ELEGANZA” di Orlandi Elio

“THE LINE” di Zadecki Dominik

“RWENZORI CENTO ANNI DOPO” di Preti Marco

“RUBARE METRI AL CIELO” di Verra Enrico
“MAKALU 8463M – IL GRANDE NERO” di Foti Leonardo

MY REVERS  di  Valerio Folco (ITALIA, 2006)

Cristina è una persona normale. Ha 40 anni, sposata da 15 anni, casalinga, guida naturalistica e da sempre appassionata di montagna e arrampicata. Dopo 10 anni passati a salire le montagne della Valle d'Aosta si dedica al free-climbing con passione e dedizione nell'allenamento. Non ricerca la prestazione sportiva, vuole solo immergersi nel suo "mondo", meditando sul gesto atletico, la fatica dei movimenti, il senso estetico dell'arrampicata e della natura che la circonda. My Revers idealizza in video il "mondo" di Cristina legato all' arrampicata. Cristina ama Revers, questo piccolo villaggio alpino della Val Grisenche, nelle cui vicinanze esiste questo bellissimo blocco di roccia su cui salgono le vie tra le più estetiche e difficili della Valle d'Aosta. Cristina ha un modo distaccato di vivere la sua passione, ma ricerca nella visione e nel sogno quel "fine" che la rende felice, ovvero arrampicare in libertà.

Valerio Folco

Lavora come pilota di elicottero impiegato nel soccorso alpino e per la Protezione civile della Regione Valle d’Aosta ma è anche Guida alpina di alta montagna dal 1992. Arrampica da 25 anni ed è oggi uno dei maggiori esponenti a livello internazionale nella specialità dell’arrampicata artificiale sulle grandi pareti di roccia, compiendo più di 100 salite di roccia classificate ( ED e ABO ) in tutto l’arco alpino. Come regista ha realizzato numerosi documentari, tra cui: Big Stone (1999), Yosemite (2002) premiato al Festival di Santander (Spagna 2003), al Bilan del Film Valdostano (2004) e al festival russo Vertical (2006), Game Over (2004) in concorso al Trento Film nel 2005, Dentro La Bolla (2004), B.A.T. (2004), Professional e Free Rider (2003).


 

LINEA DI ELEGANZA   di  Elio Orlandi (ITALIA, 2006)

“Questa bella ascensione l’abbiamo affrontata sin dall’inizio con umiltà ed essenziale rispetto, senza tante aspettative e solamente con l’idea di divertirci arrampicando il più in alto possibile. Niente spirito di conquista quindi e nessun record da battere… anche perché lassù non c’è proprio nulla da conquistare… niente eroismi e nessuna sfida o battaglia da intraprendere per alcunché con relativi “attacchi, ritirate, vittorie o sconfitte”, e la totale assenza di impegni commerciali, media, sponsor e condizionamenti contrattuali o mediatici. Solo un sano alpinismo di ricerca, rivolto più al recupero del rapporto umano piuttosto che al conseguimento del successo ad ogni costo, fatto senza clamore e solo con mezzi propri, senza fretta, record da battere o corse che lasciano indietro i compagni. Non ci siamo fatti “annunciare” da nessuno, però poi in silenzio, piano piano, le cose si sono succedute da sole e salendo abbiamo recuperato la fiducia in noi stessi, realizzando giorno dopo giorno la nostra Linea di Eleganza.”

Elio Orlandi

Alpinista trentino tra i più famosi della nuova generazione, ha già partecipato al Festival di Trento nel 1988 con Magico Est, documentario sulla prima ascensione di una spedizione trentina alla Torre centrale del Paine. Appassionato di arte ed immagini, ha avuto occasione di riprendere molte scene durante le sue numerose spedizioni in Patagonia e di riproporle poi sottoforma di filmati cercando di trasmettere la grande passione per la montagna, l’alpinismo e l’arrampicata. Ha partecipato a vari filmfestival in tutto il mondo, ottenendo anche alcuni riconoscimenti. Tra i suoi film ricordiamo Magico Est (1988), selezionato al TrentoFilmfestival e Cuore di Ghiaccio (1999), premiato tra gli altri al Filmfestival Internacional de Cinema de Muntanya i Aventura de Torellò (Spagna) e al Festival International du Film d'Autrans Montagne & Aventure (Francia). Patacorta (2001) ottiene invece il premio della giuria sempre al Filmfestival Internacional de Cinema de Muntanya i Aventura de Torellò.


 

THE LINE di Dominik Zadecki (POLONIA, 2006)

Una breve storia che descrive la lotta interiore, tra la ricerca dell’equilibrio psichico e il difficile tentativo di mantenere la concentrazione e l’equilibrio fisico, nella pratica dell’Highlining, un nuovo sport in cui si cammina su di una corda tra le rocce della montagna come in una re-interpretazione del funambolismo.

Dominik Zadecki

Nato nel 1974 in Polonia. Studia legge all’Università ma poi decide di dedicarsi al mondo della fotografia, del cinema e dell’alpinismo. Attualmente studia Televisione, Film e Fotografia presso l’Università di Silesia, Katowice. La sua filmografia comprende: Indra (2003), Lacrimosa (2005), The River Between Us (2006) e Equimachia (2006).
 

 

RWENZORI CENTO ANNI DOPO di Marco Preti (ITALIA 2007)

A cent’ anni di distanza dalla prestigiosa spedizione del Duca degli Abruzzi (1905), un team italiano composto da ricercatori scientifici con la passione per l'alpinismo sale le 6 cime principali del massiccio del Rwenzori, nell’Africa centrale, per cartografarne la posizione e misurare, con un laser a scansione, quello che ancora rimane degli ultimi ghiacciai tropicali. La montagna infatti, anche se all’apparenza è rimasta la stessa, di cento anni fa, rivela che i ghiacciai sono ormai vicini al totale scioglimento.

Marco Preti
Nato a Brescia nel 1956, è guida alpina e maestro di sci. Inizia l’attività di filmmaker nel 1985. Collabora da anni con Geo&Geo, Rai3 e con il gruppo National Geographic e Adventure1. Al suo attivo ci sono scalate, viaggi e film in trenta paesi diversi. Tra la sua filmografia ricordiamo: L’ultima montagna (1992), Mani (1996), Papuas (2003) e Tracce (2005).

 
RUBARE METRI AL CIELO di Enrico Verra (Italia, 2007)

Rubare metri al cielo è il ritratto di una tribù metropolitana, di una comunità sportiva che sta rivoluzionando il mondo dell’arrampicata e coinvolge un numero sempre crescente di adepti. Paradossalmente, attraverso il racconto della storia di un gruppo di persone per cui ogni superficie è una superficie da arrampicare, compresi i muri e i cornicioni della città, Rubare metri al cielo offre altresì una riflessione su quell’ossessione che da sempre spinge l’uomo al confronto con la dimensione della verticalità. La narrazione si articola in tre momenti diversi; all’inizio Il protagonista, Marzio Nardi, ci guida attraverso i momenti più importanti del ciclo vitale di un masso, parallelamente, una serie di interviste ci guida all’interno della tribù dei sassisti, facendocene conoscere i protagonisti, i luoghi di ritrovo, i riti comuni e il background culturale. Dall’esplorazione delle grandi catene montuose (la scoperta del masso) si passa alla conquista delle vette attraverso vie sempre più difficili (il susseguirsi di passaggi sempre più estremi sul masso); mentre dalla fine del mito della linea impossibile (molti con tempo riescono a superare passaggi prima riservati ai fortissimi) si va alla ricerca di nuove frontiere in cui mettersi alla prova ( la ricerca di un nuovo masso da pulire e conquistare).

Enrico Verra
Come documentarista ha realizzato: Real Falchera FC, Vincitore del Gabbiano d'oro, Bellaria 1991; Il Sig. Rossi prese il fucile (produzione RAI - MIXER) premiato al Festival Internazionale Cinema Giovani,Torino 1994; No man's land acquistato e programmato da RAI 3 e Planete; Snowfood striscia televisiva di 30 puntate per STREAM. Nel 1999 ha vinto lo European Academy Award - sezione cortometraggi con Benvenuto in San Salvario. Nel 2005 ha esordito nella finzione con il lungometraggio Sotto il Sole Nero, vincitore del 28° Festival du Film Italien Villerupt 2005 e del 2° Cimameriche Film Festival a Genova 2005; ottiene il premio miglior regia al 9° Festival Cinema Italiano opere prime a Gallio (VI) 2005. Come aiuto regista nei primi anni '90 ha lavorato con Davide Ferrario, Guido Chiesa, Daniele Segre, Bruno Bigoni. Nel 2006 dirige New Century e La città che corre.

 

 

MAKALU 8463M “IL GRANDE NERO” di Leonardo Foti
(ITALIA, 2006)

Il Makalu è la quinta montagna più alta al mondo e si trova in Nepal, 18 km a sud-est dell’Everest. Essa è caratterizzata da una mole di roccia e ghiaccio dall'aspetto piramidale ed il suo nome deriva dalla storpiatura del termine sanscrito Mahakala (la personificazione della morte e della rinascita o dio del tempo). Così la montagna, la cui sommità è di roccia scura, è il regno di Mahakala, che per il buddhismo tibetano rappresenta il potere di protezione di tutti i Buddha. Angelo Giovanetti e Renzo Benedetti nella primavera del 2006 hanno raggiunto la vetta senza l’uso di ossigeno e il film riesce a farci assaporare un po' della loro avventura.

Leonardo Foti

Nato a Foggia nel 1977, si diploma a Trento presso l’Istituto Tecnico per Geometri e dal 2004 è impiegato di banca. Al suo lavoro ufficiale affianca un’intensa attività di montaggio video, fotoritocco, editing audio, anche se coltivata solo in forma amatoriale. Nel 2006 partecipa alle riprese di una competizione sportiva di windsurf e snowboard,"The man competition", pubblicato nella rivista Funboard e ha curato le riprese ed il montaggio di un video di Kitesurf, The Tunnel, pubblicato nella rivista KiteMagazine.

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