La classe operaia (non) va in
paradiso: storie di operai e precari
giovedì 27 marzo – ore 21:00
Cinema Comunale – Piazza del
Municipio – CONDOVE (TO)
Proiezione de
“Il Vangelo secondo Precario” -
Storie di ordinaria flessibilità
di Stefano Obino
Uno dei temi portanti di questa edizione del Valsusa
Filmfest è intitolato “La classe operaia (non) va in
paradiso: storie di operai e precari”. Con questo
film prodotto grazie a sottoscrizioni raccolte su
internet si affronta in maniera significativa il
tema del precariato.
“Il vangelo secondo precario – storie di ordinaria
flessibilità”
– Italia 2005
Film drammatico – durata 97’
Soggetto e regia di Stefano Obino
Con Marina Remi, Elisa Valtolina, Giovanni De Giorgi,
Davide Stecconi, Alioscia Viccaro, Giuseppe
Materazzi, Alberto Bergamini, Gianluigi Colombo,
Manuela Bosone, Stefano Cella, Lucilla Agosti.
Chi è San Precario? Cosa ci fanno due interinali
chiusi in uno sgabuzzino? Perchè Mario minaccia il
Direttore della Banca impugnando un cactus? Ma
soprattutto, cosa prevede il contratto di "Precario
a tempo indeterminato
Film prodotto dal basso, con sottoscrizioni aperte,
e intitolato al Santo protettore dei lavoratori
"atipici": San Precario, un pugile morto per
sbaglio, delegato all'archiviazione delle preghiere
dei precari. Il Film è stato prodotto grazie a 4000
sottoscrizioni da 10 euro raccolte su internet che
hanno dato diritto a una copia del dvd e al proprio
nome nei titoli di coda.
Il Vangelo secondo precario
narra quattro storie di ordinaria flessibilità:
Dora è una stagista televisiva a cui vengono rubate
le idee, Franco è un'aspirante scrittore che per
vivere fa l'agente finanziario, Mario è un avvocato
che aspetta di poter diventare socio di uno studio
legale e Marta fa indagini per conto dell'Ixtat.
Su tutti vigila San Precario, un pugile morto per
sbaglio, delegato all'archiviazione delle preghiere
dei precari. Se vi aspettate un film che rimarrà
nella storia del cinema non è questa l'opera che fa
per voi. Se invece pensate a un progetto che si
concretizza mettendo insieme forze che la società
contemporanea tende sempre più ad isolare nella
lotta quotidiana per la sopravvivenza allora è bene
che vediate questo film che ci ricorda in modo
semplice ma efficace che la difesa vera della
famiglia la si fa difendendo i principi ma anche e
soprattutto consentendo alle famiglie di formarsi.
La coppia che alla fine desidera mettere al mondo un
bambino sa quanto è difficile poter pensare di farlo
crescere ed educarlo adeguatamente con un lavoro che
oggi c'è e domani non si sa. Perché, come afferma la
prima didascalia, "Il lavoro mobilita l'uomo".
La sceneggiatura si è realizzata grazie all’apporto
di storie personali di ordinaria precarietà, storie
vere e quotidiane e si è arricchita di contenuti
grazie all’apporto degli attori, che hanno messo,
alle prese con i primi passi della propria attività
lavorativa, molto della propria condizione
personale. L’opera è stata realizzata anche grazie
all’aiuto di alcune associazioni, dall’ARCI alle
ACLI, i sindacati, dalla Nidil CGIL alla Fisascat
CISL di Milano, alla Camera del Lavoro di Milano, e
le istituzioni, la Provincia di Milano, che hanno
fortemente investito nella realizzazione di questo
lungometraggio che indica quanto sia possibile,
ancora oggi, un cinema indipendente, svincolato da
condizionamenti esterni, basato su una libera
denuncia sociale vera e reale.