XII Edizione 2008
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La classe operaia (non) va in paradiso: storie di operai e precari


giovedì 27 marzo – ore 21:00

Cinema Comunale – Piazza del Municipio – CONDOVE (TO)


Proiezione de

“Il Vangelo secondo Precario” - Storie di ordinaria flessibilità

di Stefano Obino

 

Uno dei temi portanti di questa edizione del Valsusa Filmfest è intitolato “La classe operaia (non) va in paradiso: storie di operai e precari”. Con questo film prodotto grazie a sottoscrizioni raccolte su internet si affronta in maniera significativa il tema del precariato.

 

“Il vangelo secondo precario – storie di ordinaria flessibilità” – Italia 2005

Film drammatico – durata 97’

Soggetto e regia di Stefano Obino

Con Marina Remi, Elisa Valtolina, Giovanni De Giorgi, Davide Stecconi, Alioscia Viccaro, Giuseppe Materazzi, Alberto Bergamini, Gianluigi Colombo, Manuela Bosone, Stefano Cella, Lucilla Agosti.

 

Chi è San Precario? Cosa ci fanno due interinali chiusi in uno sgabuzzino? Perchè Mario minaccia il Direttore della Banca impugnando un cactus? Ma soprattutto, cosa prevede il contratto di "Precario a tempo indeterminato

 

Film prodotto dal basso, con sottoscrizioni aperte, e intitolato al Santo protettore dei lavoratori "atipici": San Precario, un pugile morto per sbaglio, delegato all'archiviazione delle preghiere dei precari. Il Film è stato prodotto grazie a 4000 sottoscrizioni da 10 euro raccolte su internet che hanno dato diritto a una copia del dvd e al proprio nome nei titoli di coda.

 

Il Vangelo secondo precario narra quattro storie di ordinaria flessibilità:

Dora è una stagista televisiva a cui vengono rubate le idee, Franco è un'aspirante scrittore che per vivere fa l'agente finanziario, Mario è un avvocato che aspetta di poter diventare socio di uno studio legale e Marta fa indagini per conto dell'Ixtat.

Su tutti vigila San Precario, un pugile morto per sbaglio, delegato all'archiviazione delle preghiere dei precari. Se vi aspettate un film che rimarrà nella storia del cinema non è questa l'opera che fa per voi. Se invece pensate a un progetto che si concretizza mettendo insieme forze che la società contemporanea tende sempre più ad isolare nella lotta quotidiana per la sopravvivenza allora è bene che vediate questo film che ci ricorda in modo semplice ma efficace che la difesa vera della famiglia la si fa difendendo i principi ma anche e soprattutto consentendo alle famiglie di formarsi.

La coppia che alla fine desidera mettere al mondo un bambino sa quanto è difficile poter pensare di farlo crescere ed educarlo adeguatamente con un lavoro che oggi c'è e domani non si sa. Perché, come afferma la prima didascalia, "Il lavoro mobilita l'uomo".

 

La sceneggiatura si è realizzata grazie all’apporto di storie personali di ordinaria precarietà, storie vere e quotidiane e si è arricchita di contenuti grazie all’apporto degli attori, che hanno messo, alle prese con i primi passi della propria attività lavorativa, molto della propria condizione personale. L’opera è stata realizzata anche grazie all’aiuto di alcune associazioni, dall’ARCI alle ACLI, i sindacati, dalla Nidil CGIL alla Fisascat CISL di Milano, alla Camera del Lavoro di Milano, e le istituzioni, la Provincia di Milano, che hanno fortemente investito nella realizzazione di questo lungometraggio che indica quanto sia possibile, ancora oggi, un cinema indipendente, svincolato da condizionamenti esterni, basato su una libera denuncia sociale vera e reale.

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