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Il nastro
bianco è girato in bianco e nero in un isolato paesino
rurale della Germania del Nord orientale nel 1913 e mette in
evidenze una società caratterizzata da ottusità e violenza
degli adulti nell'educazione dei propri figli.
In questo
mondo, apparentemente tranquillo, cominciano ad un certo
punto ad accadere strani eventi dove i bambini, quelli della
generazione che aderirà al nazismo, sono sempre protagonisti
o testimoni.
Viene
inizialmente posto un cavo che fa inciampare il cavallo del
medico; dopo qualche giorno un granaio viene incendiato; e
poi un bambino, figlio del Barone viene rapito e torturato
e la stessa cosa tempo dopo accadrà a un altro bambino del
villaggio.
La catena
sembra interrompersi fino a quando a un certo punto viene
trovato un bambino handicappato a cui sono stati cavati gli
occhi, c'é chi dice alla propria donna che ha un cattivo
alito, che odia la stessa idea di fare l'amore con lei, chi
corteggia la figlia facendo finta di curarla e chi, come il
sacerdote, lega le mani al proprio figlio perché non si
masturbi la notte.
Solo il
maestro delle scuola (Cristian Friedel), che è anche la voce
narrante della storia, è l'elemento sano di questo villaggio
e ne coglie deformazioni e derive tragiche.
Per
spiegare la filosofia che aleggia ne il nastro bianco,
Haneke ha dichiarato che "qualsiasi principio, quando
viene assolutizzato, diventa disumano. Che sia un ideale
religioso, politico o sociale, quando diventa pensiero unico
produce il terrorismo. Una certa educazione e cultura in
senso assolutista porta a degenerazioni altrettanto
assolutiste, al terrorismo, al fanatismo religioso, al
Nazismo, anche se questo mio film non è un lavoro sulla
Germania o sul nazismo".
Michael
Haneke nasce a Monaco di Baviera il 23 marzo 1942, figlio
d’arte, il padre regista, la madre attrice, Haneke studia
filosofia e psicologia all’università di Vienna per poi nel
1973 esordire come regista in televisione. L’esordio sul
grande schermo risale al 1989 con Der 7. Kontinent. Nel 1997
gira "Funny games" che ottiene un Hugo Award al Festival di
Chicago ed un Premio Fipresci al Flanders Festival.
Fra gli altri suoi film, "Benny's video" (1992) e "Il
settimo continente" (1989).
Nel 2001 ha diretto il film drammatico "La pianista",
vincitore del Gran Premio della Giuria e dei premi per la
migliore interpretazione femminile a Isabelle Huppert e
maschile a Benoit Magimel al Festival di Cannes 2001. Ha
realizzato "Cache - Niente da nascondere" (2005) vincitore
nella sezione Film in concorso della Palma per il miglior
regista al 58ma edizione del Festival di Cannes. |