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Il Valsusa Filmfest nasce dall’incontro di alcuni amici con la passione per il cinema,
l’attenzione all’ambiente, l’amore per la propria Valle, per la ricerca storica,
per la memoria. Un territorio che per tradizione vede i suoi abitanti partecipi e attivi - come durante gli anni della Resistenza e della lotta di Liberazione che videro una massiccia presenza di partigiani in queste zone- attenti alle trasformazioni, a tutto ciò che succede, dove la pratica politica spesso diventa un tutt'uno con l'intervento sociale. Negli ultimi anni, in seguito alla chiusura delle fabbriche e alla mancanza di nuovi posti di lavoro, la Valle è diventata un dormitorio. Sempre di più individuata come un corridoio di passaggio; vissuta come un'area da sfruttare, dalla massa cittadina in fuga dalla città, la quale si riversa, spesso con poco rispetto, provocando danni con una "cultura" da predatori, nelle zone più belle dei nostri paesi. La conferma che esiste una possibile risposta al degrado progressivo di questo territorio sta nel fatto che il progetto Valsusafilmfest ha avuto un positivo riscontro. Un progetto con un segnale forte, capace di mettere insieme i 'ragazzi' di un tempo e quelli di oggi, attraverso strumenti nuovi, linguaggi di ricerca. Valsusafilmfest vuol continuare a proporsi come strumento che metta in luce e valorizzi lo straordinario patrimonio collettivo della memoria storica, attraverso il recupero di quella orale che ancora esiste in Valle. Una rassegna che parli di rispetto dell'ambiente, di difesa del territorio, che sia di stimolo nel cogliere immagini di una Valle inedita.
Il festival ogni anno è dedicato ad un personaggio, ha un tema fisso, e ospita
un regista.
UNKATAHE, logotipo del Valsusa Filmfest
(trasformato in un mezzo animale e mezzo cinema) è una divinità degli indiani
del Nord America, che protegge dai cattivi spiriti del male. |
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