| Massimo Mila (1910-1988), musicologo, partigiano di "Giustizia e Libertā" e
militante del Partito d'Azione, ha fatto della passione per la montagna un
connotato permanente della sua vita, dedicando all'alpinismo le pause dei
suoi studi e del suo impegno civile. Laureato in Lettere nel 1931 presso l'Universitā di Torino con la diss. "Il melodramma di Verdi". Arrestato per attivitā antifascista nel 1929 e nuovamente nel 1935, e stato condannato a 7 anni di reclusione dal Tribunale speciale. Liberato nel 1940, ha partecipato alla Resistenza nel Canavese. Ha insegnato storia della musica al Conservatorio (1954-73) e all'Universitā di Torino (1962-75). Critico musicale de "L'Unitā" di Torino (1946-67) e del settimanale "L'Espresso" (1955-67), dal 1967 e passato a "La Stampa". Membro dell'Accademia di S. Cecilia dal 1956, ha svolto anche attivitā letteraria (traducendo, fra l'altro, opere di Goethe, Schiller, Gotthelf, Hesse (Siddharta), Wiechert, e l'autobiografia di Wagner). Dal 1967 e condirettore della NRMI. Gli č stato dedicato il volume "Il melodramma italiano dell'Ottocento" e ricevette il Premio internazionale "Feltrinelli" dell'Accademia dei Lincei (1985). Appassionato alpinista e Accademico del C. A. I. ha pubblicato inoltre numerosi scritti di argomento alpinistico. |
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| Scritti e pubblicazioni |
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