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Per non dimenticare le nostre radici ...e affrontare il nuovo secolo consapevolmente Dedicato a Cesare Zavattini(29 settembre 1902- 13 ottobre 1989) Luzzara è un paese ricco e felice della provincia emiliana. Qui è nato Cesare Zavattini, scrittore, instancabile agitatore culturale. Quarant’anni fa chiamò un celebre fotografo americano, Paul Strand per realizzare un libro sul suo paese. Quel libro ebbe un successo clamoroso. Cesare Zavattini, a cui sono intitolati il Museo di Arti Naïves e la Biblioteca Comunale, è nato a Luzzara nel 1902 da madre fornaia e padre caffettiere. Per motivi familiari e di studio viaggiò molto già negli anni dell’adolescenza; nel 1926, a soli ventiquattro anni, esordì in campo giornalistico collaborando con la Gazzetta di Parma, di cui divenne presto redattore. A ventotto lo ritroviamo direttore della Rizzoli, che però abbandona presto, dedicandosi ad altre esperienze. Nel 1931, infatti, con la pubblicazione di Parliamo tanto di me, Zavattini si afferma come scrittore. Scrittore, giornalista, sceneggiatore cinematografico e pittore, si fece notare per il suo umorismo surreale e a tratti grottesco, mediato dalla simpatia per gli strati umili della società. Di tutti gli sceneggiatori italiani del dopoguerra, Zavattini è stato il più vivo, intransigente e lunare. Il neorealismo lo ha veduto in prima fila, quasi "inventore", sempre impegnato in una difesa dell’uomo comune e dei suoi diritti. Ma Zavattini ha sempre difeso anche i diritti della fantasia accanitamente. Come uno di quei pittori naifs che ama e che tanto gli ricordano la sua terra padana, è stravagante e minuzioso, scardinato e rigoroso, folletto e concreto: ha creato un linguaggio cinematografico fatto in apparenza di nulla (impressioni, sensazioni, divagazioni) ma in sostanza ancorato a una forte struttura. E’ stato fra i fondatori dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di Roma, scrive: "L'Archivio è un archivio più del presente che del passato, e i materiali valorosamente raccolti non stanno là nelle scaffalature in una indeterminata attesa, diventando cioè sempre più archivio, secondo il vecchio vocabolario, ma sono invece percorsi da una viva impazienza di entrare nella dialettica odierna delle lotte democratiche, di contribuire a creare una informazione più libera fin dalla sua radice." E ancora "Nell'arco di circa trenta anni ho avuto il piacere d'incontrare direttamente o "indirettamente" molti protagonisti del mondo culturale del Novecento, di conversare a lungo con loro, di compiere delle ricerche fra i loro scritti inediti e di raccontare di incontri, di ricerche e di scoperte in vari articoli. Testi che oggi riaffiorano come le pagine sparse di un mio personale diario che, giorno dopo giorno, desidero condividere con chi non desidera perdere la memoria di personaggi inimitabili". Cesare Zavattini Cesare Zavattini rappresenta un pianeta tutto da scoprire che non manca di stupirci per la sua modernità anticipatrice, per l'intreccio dei suoi piani artistici che si possono comprendere ed apprezzare soltanto in una prospettiva multidisciplinare. Zavattini giornalista Svolge questa attività come redattore de La Gazzetta di Parma collabora con Solaria e la Fiera letteraria. Scrive su: Il Milione, Il Settebello, Cinema Illustrazione, famosi rotocalchi d'epoca ideati e/o redatti da Zavattini. Esempi del suo giornalismo prevalentemente letterario e storico, altre volte critico con recensioni di cinema, teatro, varietà e letteratura. Un Paese, dedicato da Zavattini alla natia Luzzara ed Fratelli Alinari. ormai introvabile libro-reportage fotografico, con immagini di Paul Strand e testi dello stesso Zavattini. Le 88 immagini di Paul Strand ne illustrano il volume. Zavattini scrittore Scrittore precocissimo, conteso dal più importanti editori, autore ed amico per una vita di Vatentino Bompiani, i suoi libri più famosi hanno la grazia e la leggerezza acrobatica di racconti surrealisti. "Parliamo tanto di me" 1931, "I poveri sono matti" 1937, "lo sono il diavolo" 1941. "Totò il buono" 1943 . Zavattini pittore Nonostante una vasta produzione, molti consensi, una ricca bibliografia critica, numerose mostre, Zavattini pittore è meno conosciuto. Zavattini cineasta Zavattini seppe tradurre in immagini la sua fantasia esuberante e visionaria realizzando con De Sica i capolavori del cinema neorealista famosi in tutto il mondo: Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano e Umberto D che si colloca tra i capolavori del neorealismo. Negli anni successivi portando alle estreme conseguenze la teoria del cinema come- "pedinamento della realtà", si dedica ad alcuni film a episodi: Amore in città e Siamo donne 1953. L’esperimento che nasce da rifiuto di ogni artificio spettacolare non ha tuttavia il successo sperato pur essendo condotto da registi come Antonioni Lizzani Fellini e altri. Sempre con De Sica collabora alle sceneggiature di Miracolo a Milano, l’Oro di Napoli. Esauritasi l’esperienza neorealista di cui è stato tra i maggiori protagonisti Zavattini pur occupandosi con idee e proposte delle giovani cinematografie (Jugoslavia e Cuba) subisce un’involuzione in senso commerciale, in parallelo con la svolta industriale di De Sica: La ciociara, Il giudizio universale, Il boom, Ieri oggi e domani, Un mondo nuovo, Il guardino dei Finzi Contini, Lo chiameremo Andrea. Nel 1982 a ottant’anni compie il suo esordio in regia con la Veritàaa apologo surreale da lui interpretato, considerato il suo testamento spirituale e morale
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