28 marzo 2014 Assemblea Teatro

logo.18ValsusaFilmfest Poveri.ma.Belli.muro-bd28 marzo 2014 – ore 21.00
SALONE DON BUNINO, Bussoleno  |  Ingresso unico € 5

In occasione della manifestazione "A l'è Mey" in ricordo di Alessio Meyer
In collaborazione con Assemblea Teatro ed il Comune di Bussoleno

ANNAPAOLA BARDELONI in
PIU' DI MILLE GIOVEDI'

La storia delle Madres de Plaza de Mayo da "Le irregolari" di Massimo Carlotto
testo di Massimo Carlotto
regia Renzo Sicco e Lino Spadaro

Alessio avrebbe compiuto 31 anni li prossimo 31 marzo.
Anche quest'anno la famiglia e gli amici hanno voluto organizzare a Bussoleno un fine settimana di appuntamenti, aperto a tutti, con l'intenzione di fare qualcosa per stare insieme, promuovere lo sport e la cultura. Anche quest'anno Assemblea Teatro è "presente" per ricordare Alessio attraverso il proprio lavoro ed il teatro.


Ritorna a Bussoleno la manifestazione "Al'è Mey", in ricordo di Alessio Meyer, ricercatore dell'Università di Torino e capo scout, scomparso il 23 dicembre 2009. Nei giorni del suo 31° compleanno, Bussoleno non dimentica e offre un invito alla riflessione – a teatro – e allo svago (un torneo di calcetto), nel nome delle passioni che Alessio coltivava. Ogni anno Assemblea Teatro si unisce al ricordo proponendo uno spettacolo scelto insieme alla famiglia del ricercatore. Dopo "Il peso della farfalla" (l'ultimo libro letto da Alessio) e "Il diario di Anne Frank" (uno dei tasselli della sua formazione), quest'anno la compagnia torinese porterà sul palco "Più di mille giovedì": la storia di un dolore immenso, quello delle madres di plaza de Mayo, a cui la dittatura ha fatto "desaparecer" i figli, ma anche la storia di un coraggio e di una tenacia fuori dal comune, che ha permesso di continuare – giovedì dopo giovedì – a denunciare i crimini commessi dai militari. Assemblea Teatro, con questo spettacolo che tanti riconoscimenti ha avuto in Italia e nel mondo, rende così omaggio a Bruna, la mamma di Alessio, al suo dolore, ma soprattutto alla sua capacità di trasformare un vuoto grande in un'occasione di riflessione e solidarietà insieme.


Giovedì 9, il sole illumina la Casa Rosada e il bianco monumento al centro di Plaza de Mayo. "Le madri" hanno terminato di camminare. Un altro giovedì, il primo di questo novembre 2000. "Ni olvido, ni perdon". Torno al luogo dell'inizio. Qui dove la risolutezza di Carmen, di Azucena, di Isabel, di Hebe e delle centinaia di altre madri ha scritto una storia inimmaginabile per la sua straordinarietà, per il coraggio e la crudeltà che ne segnano i confini. Oggi Plaza de Mayo è apparentemente una piazza come un'altra di una grande città. I bambini sommersi dai piccioni, i genitori che scattano fotografie. Se guardi in terra però vedi disegnati i "pañuelos", i foulards bianchi che sono diventati il simbolo delle "madres". Senti allora il devastante senso del dolore, senti e capisci come soltanto tramutando quella disperazione in lotta queste donne abbiano potuto ridare un senso alla loro esistenza. Capisci e desideri che la giustizia annulli il peso della sofferenza, desideri che avvenga ma sai che non è accaduto e che difficilmente accadrà. Loro non desistono perché sanno che non deve accadere il silenzio. Ecco perché abbiamo unito alla loro voce la nostra, perché in ogni dolore, in ogni ingiustizia nulla è più devastante del silenzio. Non c'è sutura nella dimenticanza. Tornando qui capisco come abbiamo imparato ad ascoltare il dolore, come abbiamo acquisito il dovere del coraggio traendone una enorme lezione. Da quel momento, giorno dopo giorno, togliendo al nostro mestiere il trucco del teatro, abbiamo imparato a rappresentare la vita.

Renzo Sicco