27 aprile "Colonne sonore della resistenza"

logo.ArchivioCinematograficoResistenzadomenica 27 aprile 2014 – ore 18.00
Piazza Conte Rosso – AVIGLIANA
In caso si maltempo l'evento si svolgerà nella Sala Consiliare del Comune, in Piazza Conte Rosso

proiezione fuori concorso di
"Colonne sonore della Resistenza"
il canzoniere partigiano come documento per la storia della Resistenza

Evento organizzato in collaborazione
con l'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (ANCR) e con il Comitato Colle del Lys


Domenica 27 aprile si svolgerà un evento all'aperto del XVIII Valsusa Filmfest, nella bellissima Piazza Conte Rosso di Avigliana, con proiezione fuori concorso di "Colonne sonore della Resistenza", appuntamento organizzato in collaborazione con Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (ANCR) e con il Comitato Colle del Lys.

Colonne sonore della Resistenza, il video che l´Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza ha prodotto mettendo in relazione una selezione rappresentativa di canti partigiani eseguiti dallo storico gruppo folk torinese "Cantovivo" e testimonianze e considerazioni storico critiche, vuol essere un´introduzione alle matrici culturali e alle tipologie di quel retaggio musicale che spesso, nella pura e semplice tradizione, rimangono ignorate o

non debitamente considerate come fonte di conoscenza del mondo partigiano.
Il video è stato curato da Corrado Borsa, Pier Milanese e Andrea Spinelli e prodotto sotto la direzione di Paola Olivetti.

Il video, della durata di 40 minuti circa, presenta genesi e peculiarità linguistiche e musicali di una quindicina di canti della Resistenza con attestata circolazione in Piemonte: alle parole degli storici e etnomusicologi Franco Castelli e Alberto Lovatto si alternano citazioni musicali che Alberto Cesa, Donata Pinti e i musicisti del "Cantovivo" hanno realizzato appositamente per l´opera. Aneddoti e brevi testimonianze di partigiani, Gianni Alasia, Virgilio Biei, Massimo Ravizza, fanno da contrappunto a un ricco tessuto di immagini d´epoca, ricavate dal pur limitato repertorio di film girati da cineamatori nell´ambito di varie formazioni partigiane del Piemonte, che riproducono molto direttamente nel film un clima e un contesto, dalla quotidianità della vita in banda in montagna e in collina, quando appunto fra l´altro si cantava, ai giorni dell´insurrezione e della liberazione.

Colonne sonore della Resistenza continua il lavoro di esplorazione di varie tipologie di fonti e documenti per una rievocazione non convenzionale della Resistenza iniziato da tempo dall´Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e continuato con la realizzazione di collane di audiovisivi e ipertesti per la scuola e la divulgazione.


Il canzoniere partigiano come documento per la storia della Resistenza

Caratteri distintivi della Resistenza italiana e dell´identità dei suoi protagonisti sono impressi nei suoi canti, che nell´insieme offrono una peculiare angolatura per rievocare, ma anche prendere in esame e analizzare in forme inedite storie, situazioni, culture, aspettative della lotta partigiana.
Il canzoniere della Resistenza non è solo pertanto un veicolo importante attraverso cui aspetti della lotta di liberazione si sono trasmessi nei decenni, con arricchimenti e ritocchi, fino ad oggi, o una matrice feconda di altre e successive espressioni del canto di denuncia e di lotta, ma anche un complesso e pluriarticolato documento d´epoca, che consente di risalire a comportamenti, linguaggi, modelli attraverso cui la Resistenza si è concretamente espressa nell´ambito delle varie formazioni nei venti mesi di lotta. E´ un documento che consente di scoprire gli intrecci fra l´attivo rifiuto del fascismo e delle sue guerre e gli effetti dei processi di fondo che caratterizzarono l´Italia dal primo al secondo conflitto mondiale. Accanto alle ragioni di scelte che si moltiplicano dopo l´8 settembre troviamo così perduranti influenze da ricondursi all´affermazione di una cultura di massa nell´Italia fascista, con i suoi film di consumo, la pubblicità, le canzonette trasmesse dall´Eiar, o alle martellanti formule autoritarie della propaganda del regime incontrate a scuola e nelle piazze.

A un´analisi appena attenta una pluralità di suggestioni verbali e musicali appare così riecheggiante nei canti delle montagne partigiane: dal permanere di remote tradizioni popolari e di lontani ricordi del canto di lotta operaio e rivoluzionario alla lunga eredità di canti militari che dal risorgimento arriva alle guerre mondiali, dai contenuti delle canzonette alla moda ai canti fascisti e al loro rovesciamento in chiave di parodia, fatto circolare a fior di labbra. Ma c´è di più: il retaggio scolastico che studenti e intellettuali portano con sé nelle formazioni si intreccia con gli approcci e le esperienze culturali di contadini e operai, riflettendo la composizione sociale diversificata dell´armata partigiana, mentre le più o meno marcate opzioni sul piano politico e ideale, che caratterizzano con sfumature evidenti le diverse bande, sollecitano diversi immaginari e diverse parole d´ordine.