Il 21 marzo la presentazione della 30ª edizione Tra gli ospiti Mauro Pagani e i Tazenda
Il Valsusa Filmfest compie 30 anni e si prepara a celebrare questo importante traguardo con una nuova edizione ricca di cinema, musica e incontri culturali.
Il programma della 30ª edizione verrà presentato sabato 21 marzo 2026 alle ore 10 presso la Biblioteca Civica di Condove (via Roma 1).
L’edizione 2026 viene dedicata a Fabrizio De André, cantautore capace di dare voce agli ultimi, alle ingiustizie e alla fragile bellezza della natura.
La presentazione sarà anche l’occasione per ripercorrere trent’anni di storia del festival, nato nel 1997 e cresciuto nel tempo grazie al coinvolgimento di associazioni, scuole, amministrazioni locali e cittadini del territorio.
Interverranno Marco Revelli e Livio Pepino, che dialogheranno sul significato culturale e civile di questa lunga esperienza.
Due anticipazioni della nuova edizione
In attesa della presentazione del programma completo, vi anticipiamo due eventi speciali della 30ª edizione
28 aprile – Almese
Incontro con Mauro Pagani
Al Cinema Teatro Magnetto di Almese il musicista Mauro Pagani, tra i protagonisti più importanti della musica italiana dagli anni Settanta a oggi, dialogherà con il giornalista Enrico Deregibus, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua carriera e ricordando anche i suoi quattordici anni di collaborazione con Fabrizio De André.
Nel corso della serata verrà presentato il documentario “Andando dove non so – Mauro Pagani, una vita da fuggiasco” diretto da Cristiana Mainardi, che racconta un momento delicato della vita dell’artista e il suo percorso di ricostruzione personale dopo una temporanea perdita di memoria.
Ingresso: 7 euro
Prenotazioni: segreteria@valsusafilmfest.it
22 maggio – Avigliana
La voce dell’anima sarda – ricordo di Andrea Parodi
Al Teatro Fassino di Avigliana una serata speciale dedicata alla figura di Andrea Parodi, indimenticato cantante e fondatore dei Tazenda, a vent’anni dalla sua scomparsa.
Sul palco i Tazenda in formazione trio con gli storici fondatori Gigi Camedda (voce e pianoforte) e Gino Marielli (voce e chitarra) insieme alla nuova voce e tastiere Serena Carta Mantiglia.
Parteciperanno inoltre la cantautrice Elena Ledda, accompagnata dal musicista Mauro Palmas, e i familiari dell’artista Valentina Casalena Parodi e Luca Parodi.
Un intreccio di racconti, memoria e momenti musicali per rendere omaggio a una delle voci più intense della musica italiana contemporanea e creare un ponte simbolico tra Sardegna e Valle di Susa.
La serata è realizzata in collaborazione con la Fondazione Andrea Parodi di Cagliari, con il Circolo Quattro Mori di Rivoli e con il Monferr’Autore Festival.
Ingresso: 10 euro
Prevendite: www.vivaticket.com a partire dal 21 marzo
Prenotazioni: segreteria@valsusafilmfest.it – info@circolo4mori.it
Il 30° Valsusa Filmfest si svolgerà dal 28 marzo al 24 maggio 2026 in diversi paesi della Valle di Susa e sarà dedicato in maniera particolare a Fabrizio De André, “cantore e poeta degli ultimi”, artista capace di dare voce alle ingiustizie, alle comunità marginalizzate e alla fragile bellezza della natura.
Una dedica che rinnova il legame del festival alla sua identità originaria, nata trent’anni fa dal desiderio di costruire un luogo di cultura, partecipazione e memoria collettiva.
Nel 1997, Armando Ceste – regista, artista visuale torinese e primo direttore artistico del Valsusa Filmfest, scomparso nel 2009 – ideò quello che è tuttora il logo del festival: un simbolo dalle origini pellerosse (Unkathae), metà divinità degli Indiani del Nord America e metà pellicola cinematografica.
Ceste realizzò anche l’immagine della prima locandina, raffigurante un Indiano a cavallo ritratto di spalle, evocativa di un lungo viaggio intrapreso spesso in “direzione ostinata e contraria”.
Riprendendo questa intuizione visiva, il Valsusa Filmfest rinnova oggi la sua “cavalcata” verso il futuro anche attraverso la figura del mitico Faber e l’immagine della copertina di uno dei suoi album, “Fabrizio De Andrè” (1981), noto come “L’Indiano” per l’immagine tratta dal dipinto “The Outlier” di Frederic Remington (1909), dove l’Indiano a cavallo è rappresentato frontalmente. Una figura fiera, che avanza verso di noi evocando un popolo che resiste, una memoria che ritorna e un cammino che prosegue: proprio come il viaggio del festival nella sua lunga storia e in questa nuova edizione.